Sanremo a botta calda: lo slalom gigante e l’abbuffata di generi

A volte la conferenza stampa di mezzogiorno offre spunti. Domanda a Carlo Conti: gli ascolti sono in crescita di serata in serata, ma la sensazione generale è che sia un Festival in tono minore. Quello, come si è ripetuto un po’ da tutte le parti, che chiude un ciclo. La risposta è da slalom gigante, anche se le Olimpiadi invernali sono finite da un po’. O, se si preferisce, cambiando sport, è un po’ come quando un allenatore di calcio si rifiuta di parlare di mercato prima di una partita importante. E il futuro resta un’incognita, ma anche una sorta di tema tabù.
L’abbuffata
Eppure, nell’incertezza, c’è anche qualche possibilità. Si prenda la serata del venerdì, da anni dedicata a duetti e cover. Certamente offre allo spettatore la possibilità di fare viaggi nel passato e di scoprire nuove sfumature degli artisti in gara.
Ma nel tempo, forse, è stata portata un po’ all’eccesso. Dall’atmosfera da FestivalBar di Amadeus si è arrivati alla sensazione di trovarsi di fronte a un’abbuffata di paella tra generi che, più che piacere a tutti, alla lunga rischia di confondere. Di appesantire. Se il cambiamento partisse proprio da qui?
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