Massimo Ranieri compie oggi 75 anni: un anniversario che festeggerà sul palco bresciano del Teatro Clerici, portando in scena «Tutti i sogni ancora in volo… e continuano a volare» (in via San Zeno 168, alle 21.15; biglietti da euro 40 a 69 + commissioni; info su www.zedlive.com). Uno spettacolo di canzoni che rappresenta l’evoluzione del precedente (passato da Brescia con successo), che era basato sull’ultimo album in studio del cantante, attore e showman napoletano (Giovanni Calone, all’anagrafe), appunto «Tutti i sogni ancora in volo». E che promette di essere un’antologia del suo repertorio, da «Erba di casa mia» e «Rose rosse» a «Perdere l’amore», passando per tutte le altre hit.
Se l’età invita a fare bilanci, chiediamo: com’è quello artistico di Massimo Ranieri dopo una carriera ricchissima, cominciata addirittura nel 1964, e quello umano di Giovanni Calone dopo una vita intensa?
Per ora non penso assolutamente a fare nessun bilancio: c’è poco da essere felice, quando s’invecchia di un anno! Quanto a Giovanni Calone/Massimo Ranieri: uno non può essere senza l’altro, perché l'uomo fa vivere l’artista e mai il contrario… il cantante Massimo non può esistere senza l’uomo Giovanni.
Come sottolinea da anni, i suoi sogni continuano a essere in volo... Ne ha ancora parecchi da realizzare?
Ho ancora tante cose che mi possono sorprendere e tanti sogni da realizzare. Lo ribadisco anche durante il mio spettacolo: più che un cassetto, a me servirebbe un armadio a quattro ante per raccoglierli tutti! Non bisogna mai smettere di sognare, e in fondo io sono non è diverso da io sogno...! Un sogno che prima o poi realizzerò, senza aspettare troppo: tornare a fare teatro.
Musica, teatro, cinema (con trentacinque interpretazioni complessive), anche la tv (con moderazione): in carriera non si è fatto mancare niente. Che rapporto ha con ciascuno di questi ambiti?
Sono tutti aspetti che fanno parte della mia figura di artista e uomo, che la abitano e la completano.
Come si relaziona con i social?
Ecco, non sono molto social. Ma capisco che fanno parte dei tempi attuali e anche se li frequento poco, non mi sottraggo.



