Quando Paul McCartney «il disoccupato» aprì le ali e si riprese il rock

Un eroe senza carne (è vegetariano dalla notte dei tempi) e senza paura. Carino, premuroso, gentile. Bravo padre, eccellente marito. Praticamente il «Montessori» del basso elettrico. No, non sbadigliate. Sarebbe «lesa maestà». Perché esaurita questa – decisamente lieve – dose di livore, si può finalmente parlare del libro che racconta come sir Paul McCartney passò dall’essere un ex Beatle a dominare le classifiche con gli Wings. Il volo di un Icaro che riuscì a sfiorare il sole del rock senza bruciarsi le ali, costruendo una seconda vita artistica i cui frutti brillano ancora oggi.
Il volume
«Wings. Una band in fuga» (vi dice niente «Band on the run»?) è la sintesi perfetta dei seventies di casa McCartney. Un decennio iniziato nel peggiore dei modi, con la fine della favola artistica preferita per musicofili dell’orbe terracqueo. I beatlesiani incalliti sicuramente erano già a conoscenza dei retroscena più famosi (che lo stesso Macca aveva riassunto nella biografia «Many years from now»). Ma una trattazione così puntuale e personale, con molte «voci» a supporto, effettivamente mancava.
La scelta è stata quella di partire dalla fase più cupa della vita di Paul, quella in cui scoprì che i Beatles non erano una creatura immortale. E che la carriera dei Fab Four era al capolinea. Il suo racconto parte da qui e non è una trattazione convenzionale. Sono contributi, più o meno brevi. Quasi degli haiku firmati da Paul, ma – e qui l’effetto lacrimuccia è quasi scontato – anche da John Lennon, dalla compianta Linda McCartney e dai tanti protagonisti di quelle annate tumultuose. Compresa la futura star della moda Stella McCartney, allora semplicemente bambina stupefatta di fronte a un mondo colorato e rock n’ roll.
Il materiale è tanto, tantissimo. Particolari sulle registrazioni si intrecciano ai cambi di formazione degli Wings, ai guai giudiziari a causa della marijuana, al ruolo di collante di Danny Laine, alla nascita delle canzoni. In mezzo scorre un fiume di amici (alcuni... particolarmente famosi), di critiche musicali ferocissime e di esibizioni trionfali. Ma senza il bisogno di mettere in mostra vizi e viziacci. Se cercate aneddoti alla Keith Moon rimarrete delusi. Meglio concentrarsi sul tour in autobus nelle università inglesi o sulla catarsi dell’«amico ritrovato». Perché no, non si può tenere il muso a John Lennon.

Yoko e Linda
In mezzo alla saga musicale, molto spazio è dedicato al rapporto tra Paul e «the lovely Linda». E alla criticata decisione di inserirla nell’organico degli Wings. Diciamola tutta, dopo le secchiate di fiele riservate a Yoko Ono per aver «contaminato» l’arte di Lennon, era impossibile che i fustigatori dei costumi altrui non attaccassero anche la signora McCartney. In questa tempesta di biasimo e sarcasmo Paul spiega candidamente perché avesse bisogno – artisticamente, ma anche e soprattutto umanamente – di averla vicina come sodale artistico e musicista.
Una necessità da uomo «normale». Come lo era quella di girare in tour con figli, cani. E con la sua musa-amante-confidente, a ricreare un clima casalingo che, come per magia, si dissolveva una volta accese le luci del palco. Perché tutti (o quasi) amano Paul, ma in scena vogliono solo e solamente Paul McCartney. Gli bastano la voce, il basso mancino e un buon microfono. Poi la magia accade, in un modo o nell’altro. Accade.
Le gemme
Chiaramente pensato per un pubblico di musicofili e beatlesiani, il volume edito da «La Nave di Teseo» regala delle vere chicche quando, alla fine dei vari capitoli, ricorda i dischi usciti (o che erano primi in classifica) in quegli anni. Armatevi di fazzoletti e nostalgia. Perché quando leggerete i titoli di alcuni degli album più venduti, ad esempio, del 1970 («Led Zeppelin II», «Bridge Over Troubled Water», «Deep Purple In Rock»), non potrete che piangere calde lacrime. Certo, di fronte a cotanta ricchezza, se proverete a fare un confronto con lo scenario attuale, sarà una disfatta. Non c’è milionata di streaming che tenga. Se cercate un «Santo Graal» del pentagramma, lo troverete lì.
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