Chopin, poeta del pianoforte? Quanto sia riduttivo questo luogo comune lo si è potuto misurare questa sera, al Teatro Grande, nel concerto di Louis Lortie per il 63° Festival Pianistico Internazionale, che ha voluto illuminare il contrasto tra un pianismo brillante ed estroverso, caratteristico del primo Chopin, e pagine mature in cui si riflette un compositore ricercato, che pesa ogni nota che scrive.
Lortie ha affrontato gli Studi op. 25, variopinto catalogo di prodezze tecniche e finezze espressive, senza esibizioni muscolari, preferendo il colore alla velocità, il dettaglio all’effetto. Nell'epoca di monocromi virtuosi da TikTok, scelta controcorrente e apprezzabile, macchiata da incertezze solo in parte mascherate da un suono apparso subito pieno e ben calibrato.



