Fedez e Masini: «Il segreto anti-stress è parlare di calcio prima di salire sul palco»

Con «Male necessario» sono andati al primo posto della classifica Fimi e primi su Spotify. Cantano di fragilità e dolore, ma sono felicissimi, di come sia andato questo Festival di Sanremo, a poche ore dalla finale. Il duo è «forte» dal punto di vista dell’appeal. Poi, nel corso della settimana, sono usciti anche altri «nomi forti» per il titolo. A chi paventa loro il rischio di «essere entrati papi per uscire cardinali», Fedez e Masini rispondono con un sorriso. «Non siamo nemmeno entrati in seminario - la risposta -. Siamo già contenti così. Siamo soddisfatti del fatto che il brano sia arrivato, è già una vittoria.
Evoluzione
«Abbiamo cercato di far evolvere la performance e migliorare sul palco, di serata in serata - afferma il rapper -. La cosa che voglio portare a casa da questo Festival è il fatto di essermi goduto la mia presenza qui. Questo palco, in passato, mi ha intimorito. Stavolta è stato diverso.
«Per me è un sogno, dopo 36 anni, essere ancora al Festival da concorrente - sottolinea invece il sessantunenne -. Salire sul palco con ragazzi di vent’anni è come se tutto tornasse indietro. Auguro a tutti di scoprire la musica, ogni giorno. Dico grazie a Fedez e a tutti i ragazzi, molto giovani, che hanno lavorato alla produzione. Ho scoperto di nuovo la musica. Da piccolo imparavo da quelli più grandi. Oggi apprendo da chi ha molti meno anni di me». «Senza Marco, il brano sarebbe stato completamente diverso. Abbiamo fuso vocalità e stili musicali diversi - prosegue Fedez, che poi svela l’aneddoto della strategia anti-stress prima di salire sul palco dell’Ariston -. Ho passato una settimana a parlare di calcio con Marco. Prima di salire sul palco lui mi racconta solo della Fiorentina...».
Liberi sul palco, divisivi e - a poco dalla finale - tra i favoriti? Poco importa. «Noi siamo qui perché ci siamo capiti subito, a partire dall’idea della cover dello scorso anno ("Bella stronza"). Pensavo che il brano fosse intoccabile, ma ne abbiamo fatta una nuova versione - conclude Masini - che ci ha portato alla voglia di proseguire».
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