Eddie Brock: «Ultimo a Sanremo? Aver partecipato è la mia vittoria»

Il cantante romano sarà oggi al centro commerciale Elnòs di Roncadelle per l’instore tour dell’album «Amarsi è la rivoluzione»: «Come diceva Troisi, la gentilezza è l’arma che cambia il mondo»
Francesca Marmaglio
Eddie Brock - Foto Antonio De Masi
Eddie Brock - Foto Antonio De Masi

Edoardo Iaschi nasce il 3 novembre 1997 a Roma e diventa Eddie Brock quando da adolescente, spinto da una passione incontenibile per la musica, vuole diventare un rapper e sceglie quel nome come pseudonimo. In realtà, nel tempo, si innamora del pop ed è proprio con la canzone «Non è mica te» che, dopo anni di gavetta nei locali più disparati, viene scoperto dal grande pubblico. Il brano diventa un tormentone su TikTok e lui, dal garage di casa viene catapultato sul palco del Festival di Sanremo 2026.

L’abbiamo intervistato perché oggi Eddie sarà alle 18 al centro commerciale Elnòs di Roncadelle per l’instore tour dell’album «Amarsi è la rivoluzione», versione deluxe che nasconde al suo interno l’inedito «Il tuo universo».

Edoardo, partiamo dal festival di Sanremo: che esperienza è stata?

«Ho fatto un grande salto, molto importante. Quando mi hanno detto che potevo presentare il mio brano per provare a partecipare ho colto subito l’occasione. Ho pensato fosse il momento giusto. Il Festival è un modo per esibirsi e per farsi conoscere: un onore aver partecipato, è stata la mia vittoria».

Il brano «Avvoltoi» che ha proposto a Sanremo è arrivato ultimo: come lei anche Tananai arrivò fanalino di coda e poi venne sommerso dal successo… è di buon augurio?

«Numeri e classifiche non mi importano. Per me l’importante era fare una cosa bella e divertirmi. È stata una bellissima esperienza, abbiamo affrontato tante paure e superato altrettanti limiti. E davvero abbastanza così».

Per il suo primo album ha scelto un titolo importante: «Amarsi è la rivoluzione». Come mai?

«Ho sempre pensato che la cosa più bella da fare è amare il prossimo. Quindi quando ho scritto questo album volevo spronare anche gli altri ad amarsi l’un l’altro. Mi ha ispirato una frase di Massimo Troisi che parlava di gentilezza come l’arma più forte per cambiare il mondo».

A Roncadelle incontrerà i fan bresciani per la prima volta, poi tornerà a Brescia il 5 luglio al Brescia Summer Music con «Amarsi in tour». Cosa si aspetta da questi momenti?

«Incontrare il pubblico è la cosa più bella di questo lavoro. Vorrò parlare con loro, scambiare sguardi. Il tour lo vedo come un momento di aggregazione e spero che chi verrà prenderà parte all’emozione e canterà insieme a me».

Al programma Le Iene di Italia1 ha fatto un monologo sui sogni invitando i giovani a credere nelle proprie passioni.

«Nella vita ci sono più fallimenti che vittorie, io amo dire che tanti fallimenti faranno una vittoria, quindi sì: credo molto nel coraggio di inseguire i propri desideri e spero che nessuno si faccia mai spegnere la voglia di provare a raggiungere l’obbiettivo anche quando sembra impossibile».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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