Capodanno in musica, cosa guardare in tv il primo giorno del 2026

Melodramma italiano o valzer viennese? Come ogni Capodanno – e come a Natale il dilemma tra pandoro e panettone – anche il 1° gennaio 2026 si riproporrà per i telespettatori italiani il dubbio se scegliere di seguire il concerto dal Teatro della Fenice di Venezia, diretto da Michele Mariotti e culminante nel «Va’ pensiero» dal Nabucco di Verdi; o se appassionarsi alle melodie viennesi che Yannick Nézet-Séguin dirigerà al suo debutto al Musikverein di Vienna, alla guida dei Wiener Philharmoniker.
La Rai proporrà entrambi gli eventi, tagliandoli quanto basta per accontentare tutti: su Raiuno alle 12.20 la seconda parte del concerto veneziano (in replica alle 21.20 su Rai5), su Raidue alle 13.30 l’appuntamento viennese.
Dalla Fenice
Ben quattro i concerti di Capodanno – già sold out da maggio – con cui La Fenice di Venezia si garantisce il 12% del fatturato annuo complessivo, per 840mila euro. Lo ha sottolineato ieri il direttore generale Andrea Erri alla presentazione dell’appuntamento del 1° gennaio da Venezia, aggiungendo che la stagione 2025-2026 «sta andando molto bene» e che ci sono già 24.500 i biglietti venduti. «Abbiamo iniziato la vendita l’11 settembre e raggiunto 4 milioni di euro di acquisti. È un risultato assolutamente importante». Il sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi (colui che ha nominato Beatrice Venezi direttrice, suscitando la sollevazione dell’Orchestra) ha spiegato che per questo concerto di Capodanno, dalla programmazione «unicamente italiana», ha voluto dare «una connotazione meno generalista, volevo che avesse una sua identità più netta».
Con un programma in due parti dedicate entrambe al melodramma, l’impaginato proporrà una carrellata di ouverture, intermezzi, arie e passi corali dal repertorio operistico più amato, che si concluderà come da tradizione con il «Va’ pensiero» dal Nabucco di Verdi e con il brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata. Alla conferenza stampa erano presenti anche il direttore Michele Mariotti, attualmente direttore musicale del teatro dell’Opera di Roma, e il soprano Rosa Feola, una delle due voci soliste con il tenore Jonathan Tetelman. Tra gli artisti coinvolti nel concerto anche Alfonso Caiani, maestro del Coro del Teatro La Fenice, e i ballerini Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel che, con il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, eseguiranno le coreografie del bresciano Diego Tortelli, coreografo residente del Centro coreografico nazionale / Aterballetto, indossando i costumi di scena di Laura Biagiotti.
Da Vienna
Sarà il maestro Yannick Nézet-Séguin a dirigere per la prima volta il tradizionale Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker dal Großer Musikvereinssaal del Musikverein di Vienna. Il concerto, presentato in conferenza stampa all’Hotel Imperial di Vienna, alla presenza di Daniel Froschauer presidente dei Wiener Philharmoniker, e del direttore d’orchestra, ogni anno apre simbolicamente il calendario culturale internazionale, e unirà i celebri valzer, le polke e i galoppi della tradizione viennese a scelte di programma più ampie, nel segno del rinnovamento.

L’evento avrà anche un valore diplomatico. Il presidente federale austriaco Alexander Van der Bellen accompagnerà e riceverà il presidente del Montenegro, mentre il cancelliere federale Christian Stocker prenderà parte alla cerimonia con il primo ministro montenegrino Milojko Spajic. Un invito teso a rafforzare la cooperazione e il dialogo tra Austria e Montenegro, riconoscendo alla cultura un ruolo di impulso alla coesione europea.
Il programma musicale rifletterà la classica tradizione del Neujahrskonzert (Concerto del Nuovo Anno) con composizioni della dinastia Strauss e dei loro contemporanei, affiancate da proposte meno consuete. Sono previste cinque esecuzioni assolute nella storia del Concerto, tra cui brani di Josephine Weinlich e Florence Price. In scaletta figurano anche pagine simbolo della musica viennese, come il walzer «An der schönen blauen Donau» (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss figlio e la «Radetzky-Marsch» di Johann Strauss padre, insieme a opere di Carl Michael Ziehrer, Eduard Strauss e Joseph Lanner.
Seguito ogni anno da un pubblico globale, il Concerto di Capodanno sarà trasmesso in oltre 150 Paesi, tra cui l’Italia, attraverso televisioni e piattaforme streaming e sarà seguito da circa 50 milioni di spettatori in tutto il mondo, confermandosi come uno degli appuntamenti musicali più riconoscibili a livello internazionale.
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