Musica

Il bresciano Alberti: «Gino Paoli era un artista straordinario»

Francesca Marmaglio
Il direttore de Le X Giornate è stato l’ultimo ad invitarlo nella nostra città, nel 2016. Il ricordo di un grande uomo anche giù dal palco
Danilo Rea e Gino Paoli a Brescia - Foto Reporter Foglia © www.giornaledibrescia.it
Danilo Rea e Gino Paoli a Brescia - Foto Reporter Foglia © www.giornaledibrescia.it
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Era il 17 settembre del 2016 e sul palco del Teatro Sociale andava in scena, organizzato da Fondazione Soldano per il Festival «Le X Giornate», il concerto di Gino Paoli. Accompagnato dal pianista Danilo Rea, il cantautore si era esibito con generosità e bravura. Fu l’ultimo concerto bresciano.

Il ricordo

A ricordare la sua figura è anche il maestro Daniele Alberti, presidente della Fondazione: «Gino Paoli, oltre che un grandissimo artista, era anche una persona con una grande umanità. Non a caso è stata la sua penna a regalarci alcune delle canzoni più belle che abbiamo. Era un autore enorme e un interprete altrettanto capace: quella sera aveva lasciato senza fiato tutti».

Teatro sold out e grandi classici cantati con delicatezza e consapevolezza: «Sul palco era un fenomeno, ma dietro le quinte era davvero qualcosa di inaspettato – continua Alberti –. Me lo ricordo come un uomo di grande intelligenza, forte, carismatico, molto solido. Serbo di lui un ricordo molto affettuoso. A quel tempo aveva 81 anni, ma continuava ad essere molto curioso, si era interessato al Festival, chiedeva degli altri concerti in calendario. Era attento e rispettoso. Un artista d’altri tempi».

«La sua scomparsa così naturale, ad un’età avanzata – continua il maestro Alberti –è stata come il disegno di una provvidenza laica: ha fatto una vita ricchissima e se n’è andato lasciando a noi tantissima musica straordinaria. In particolare mi ricordo la sua interpretazione magistrale del brano “Albergo a ore” di Herbert Pagani».

Senza ritorno

Dopo quel concerto, Paoli sarebbe dovuto tornare a Brescia, sempre per «Le X Giornate» il 23 settembre 2019, giorno del suo 85° compleanno, ma un infortunio la mattina stessa del concerto glielo aveva impedito: «Avevamo venduto tutti i biglietti in meno di due ore – racconta Alberti –, la famiglia gli aveva preparato una sorpresa: sarebbero arrivati tutti, c’era pronta la torta.

Ma quella mattina ci chiamarono dicendoci che era caduto in casa e che arrivato all’ospedale avevano deciso di ricoverarlo. Aveva 85 anni e riprendersi da infortuni così è sempre lungo e complicato. Abbiamo provato a recuperare il concerto più avanti, ma aveva deciso di diradare le sue uscite, quindi non ce l’abbiamo più fatta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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