Musica

Sipolo: «La mia musica al servizio delle donne che dicono no alla mafia»

Giulia Camilla Bassi
Il cantautore bresciano accompagnerà lo spettacolo di Nando Dalla Chiesa «Le ribelli» al teatro Borsoni in città
Alessandro Sipolo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Sipolo - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
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Musica e parole diventano un atto di testimonianza, di lotta, di ribellione. Alessandro Sipolo, cantautore bresciano tra le voci più sensibili della sua generazione, si muove nella scia di quella canzone d’autore che da De André in poi ha fatto della scrittura un esercizio di coscienza pubblica: antimafia e diritti, certo, ma anche scelte artistiche nette, collaborazioni significative e un’idea di cultura che non si esaurisce sul palco.

Al magazine

Ospite ieri di Maddalena Damini al «Magazine» in diretta su Teletutto e RadioBresciasette, Sipolo ha presentato «Le Ribelli», lo spettacolo ideato da Nando Dalla Chiesa che mercoledì 18 febbraio alle 20.45 approda al Teatro Borsoni nel cartellone del Centro Teatrale Bresciano (biglietti: 10 euro al botteghino e online, più diritti di prevendita). In scena, le letture di Annaclara De Tuglie si intrecciano alle musiche dal vivo di Sipolo e al violoncello di Daniela Savoldi, dando forma a un teatro-canzone-lezione che porta sul palco storie e domande ancora necessarie.

«Mi fa molto piacere collaborare anche musicalmente con il professor Dalla Chiesa, al quale sono legato dai tempi della laurea in Scienze Politiche nel 2010. Abbiamo mantenuto la collaborazione e insieme abbiamo fondato a Brescia la Scuola Popolare Antimafia» racconta Sipolo, che oggi ne è coordinatore.

Lo spettacolo

«Le Ribelli» nasce dalla volontà di portare in teatro alcune tra le storie dell’omonimo libro di Nando Dalla Chiesa (Melampo Editore, 2020), storie di donne coraggiose che hanno sfidato le mafie e la violenza, spesso pagando un prezzo altissimo, ma lasciando un segno profondo nella storia e nella coscienza civile del Paese.

All’interno di questo impianto, il contributo musicale di Sipolo si sviluppa attraverso brani scelti dal suo repertorio, capaci di risuonare con queste biografie. In scena si alternano così musiche dal vivo, interventi di Dalla Chiesa stesso, letture e le immagini a cura di Massimiliano Di Giovanni. «Partiamo spesso dal pregiudizio falso che la criminalità organizzata sia una questione legata al meridione. Non è più così da sessant’anni, oggi la mafia è un fenomeno nazionale e internazionale» continua Sipolo.

Testimoni

Nel dialogo con Maddalena Damini, il cantautore è tornato anche ai grandi incontri che hanno segnato il suo cammino, dagli anni vissuti in Perù all’esperienza all’Università di Milano. «Due professori determinanti per me sono stati Alberto Gallo, docente di Storia dell’America Latina e proprio Nando Dalla Chiesa, allora titolare di un neonato corso di Sociologia della criminalità organizzata che mi ha permesso di studiare le mafie non tanto in chiave giornalistica, quanto analizzandone le strutture organizzative, il pensiero e le modalità di azione. Per me è stata una vera folgorazione».

Alla domanda su quale, tra le tante «ribelli» raccontate, lo abbia colpito di più, Sipolo risponde: «Ce ne sono molte, ma da sempre sono molto legato alla figura di Felicia Impastato, madre di Peppino. La sua storia – anche grazie allo straordinario film «I cento passi» – ha fatto capire alla nostra generazione, fin da giovani, quanto l’impegno antimafia dovesse diventare militanza».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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