Musica

Al Vittoriale soul e pop contemporanei con l’eclettico James Blake

Enrico Danesi
Stasera per il festival Tener-a-mente uno dei musicisti più attesi della stagione con l’ultimo album e vecchi successi
James Blake
James Blake
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Sperimentale e crossover ma sempre raffinato, è uno degli artisti più intriganti tra quelli che vengono considerati punti fermi di pop e soul contemporaneo. Meteo permettendo, stasera il cantante, musicista e produttore britannico James Blake calcherà per la prima volta in carriera il palco con vista lago del Vittoriale, per uno degli appuntamenti più attesi della tredicesima edizione di Tener-a-mente, tra l’altro il primo in assoluto a essere annunciato lo scorso inverno: l’appuntamento è come di consueto alle 21.15 e sono disponibili biglietti di platea e gradinata numerata a 87 euro, di platea non numerata a 78 euro e di gradinata non numerata a 60 euro, in tutti i casi con aggiunta di prevendita; info su www.anfiteatrodelvittoriale.it o chiamando il 340/1392446.

Marchio bresciano

A curare la tournée italiana di Blake è la DeG, di cui è contitolare il bresciano Adolfo Galli, che al festival gardesano di quest’anno ha già portato anche i Kasabian, i Dogstar di Keanu Reeves e che nei prossimi giorni completerà la notevole fornitura d’occasione con Gary Clark jr, Kingfish e Marcus Miller.

L’eclettico artista londinese

Londinese, classe 1988, Blake è un figlio d’arte, considerato che il padre James Litherland è stato un cantante e chitarrista di rock progressivo che raggiunse una discreta notorietà in Gran Bretagna verso la fine degli anni ’60: James approda a Gardone con uno spettacolo presentato come singolare e intimo, capace di mescolare pop, contemporary r&b e musica elettronica. Un live incentrato sull’ultimo album realizzato in studio, Playing Robots into Heaven (pubblicato l’8 settembre 2023), in cui non mancheranno peraltro alcuni dei brani che hanno reso celebre Blake nel corso del tempo, da When the Party’s Over a Godspeed, passando per Retrograde, Both Sides of a Smile e la vibrante cover di una storica hit di Joni Mitchell, A Case of You.

L’eclettismo di Blake - in pista dal 2009, con già sette album all’attivo - è tale da averlo portato a collaborare con figure anche molto lontane dal suo stile musicale e certamente diverse tra loro, come Brian Eno, Frank Ocean, Bon Iver e pure Kendrick Lamar, Jay-Z, Beyoncé. D’altronde, le sue apparizioni spaziano da Stop Trying to Be God con Stevie Wonder e Kid Cudi (nell’epico album Astroworld di Travis Scott), al singolo King’s Dead con Jay Rock, Kendrick Lamar e Future, brano contenuto nel disco che ha dominato le classifiche, Black Panther - The Album, che non solo ha ottenuto un triplo platino, ma anche fruttato a Blake medesimo il primo Grammy Award dopo varie nomination, curiosamente nella categoria «Miglior performance rap».

D’altronde, proprio questa versatilità e disponibilità a percorrere sempre nuove strade, unite al talento, sono state la molla per la crescita esponenziale dell’ultimo decennio, che gli ha fatto guadagnare un posto stabile nel gotha del pop internazionale.

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