L'archistar Baldeweg vede per la prima volta il suo «Il Pugile e la Vittoria»

L'architetto spagnolo, che ha progettato anche la cella del Capitolium in cui è esposta la Vittoria Alata, si è detto «soddisfatto»
Giovanna Capretti

Giovanna Capretti

Vicecaposervizio

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BALDEWEG, IL PUGILE E LA VITTORIA

«Soddisfatto» dell’allestimento che ha progettato «mettendo in dialogo due piani, quello umano e quello divino» attraverso un gioco di riflessi. E che però non aveva ancora ammirato dal vivo. L’architetto Juan Navarro Baldeweg, di passaggio oggi a Brescia, ha fatto visita alla Vittoria Alata e all’installazione «Il Pugile e la Vittoria» che resterà visibile nel Capitolium fino al 26 novembre, prorogando la data di chiusura di quasi un mese, e che è già stata visitata da oltre 30mila persone.

«Mettere in relazione queste due statue è stato un lavoro difficile - ha commentato l’architetto spagnolo che per Brescia Musei aveva già firmato l’allestimento della cella in cui è stata ricollocata la statua romana simbolo di Brescia -. È stata una sfida, che ho risolto attraverso l’uso dell’immagine riflessa per creare un contatto indiretto tra due entità e due mondi distanti tra loro.

La visita dell'architetto Baldeweg al Capitolium
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La visita dell'architetto Baldeweg al Capitolium

Un gioco in cui entra lo spettatore che si vede a sua volta riflesso nello specchio, e che in questo modo consente al pugile di prendere vita. Il pubblico di oggi diventa il pubblico dell’antichità, a cui il lottatore si rivolge con lo scatto della testa in attesa della vittoria. Una narrazione che l’architettura rende possibile, creando lo spazio in cui tutto questo avviene».

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