Gli scaffali alloggiano raggruppamenti di libri: i volumi di Emanuele Severino sono circondati dalle opere che ne hanno stimolato il pensiero o da cui sono originati. Volumi maneggiati, appuntati e catalogati in modo unico da uno dei più grandi pensatori del Novecento. In altre stanze i libri appartenuti alla moglie Esterina, le sculture del figlio Federico e negli armadi, e in cantina, altri volumi ancora, insieme ad appunti e manoscritti firmati dal padre. Nel complesso un patrimonio di grandissimo valore, custodito nella storica abitazione della famiglia Severino in via Callegari 15, dove il filosofo ha vissuto, ha lavorato ed è mancato. Un luogo che adesso, per volontà degli eredi, diventerà patrimonio cittadino, grazie alla neonata associazione Centro Casa Severino, che opererà in sinergia col Comune attraverso una convenzione che si sta celermente definendo.
«Per me e mio fratello Federico - racconta Anna Severino - è stata una scelta quasi scontata. Questo luogo era per nostro padre casa e rifugio e adesso diventerà fucina culturale nella città e per la città, luogo di fruizione e produzione di studi e pensiero». Sarà sede museale, ma anche biblioteca, spazio per i convegni e luogo di confronto, polo di riferimento locale ma anche internazionale. «Un luogo fondamentale - rimarca il sindaco Emilio Del Bono - per una città che vuole eccellere nella produzione culturale, non solo in vista di Brescia-Bergamo 2023, ma nel presente e in futuro. La scelta della famiglia Severino è una scelta forte, non scontata. Molte erano le realtà candidate ad acquisire un patrimonio unico. Faremo del nostro meglio per riempire Casa Severino di contenuti, attraverso la convenzione con l’associazione che prevediamo di attivare in autunno».




