Hacker ed ecologia: il giallo al tempo del Covid di Ida Ferrari

Viviana Filippini
La scrittrice bresciana parla del suo ultimo libro: ne «La scacchiera di ghiaccio» torna la detective Fontana
La scrittrice bresciana Ida Ferrari
La scrittrice bresciana Ida Ferrari
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Torna in libreria la bresciana Ida Ferrari con il nuovo thriller «La scacchiera di ghiaccio» (Golem ed., 2024) presentato anche nei giorni scorsi alla Microeditoria di Chiari. Protagonista per la terza volta Simona Fontana con la sua Fontana Investigazioni: la detective, con la sua squadra, questa volta dovrà fare i conti con una banda di ecologisti, sei individui che hanno i nomi dei continenti dai quali arrivano e che non sono quello che vogliono fare credere.

Ne abbiamo parlato con l’autrice.

Ida, come è nata l’idea per «La scacchiera di ghiaccio»?

A dire il vero avevo iniziato un’altra nuova storia, ma la trama non mi convinceva. Una sera ho visto una trasmissione di attualità di nicchia, a tarda notte, l’ho trovata illuminante e ho deciso di sfruttare l’idea. Dallo stato embrionale, in corso d’opera, il romanzo si è diramato in altre vie.

Il libro si apre con una scena ad alta tensione che coinvolge Simona e Pietra, ipotetica vittima di rapimento. Cosa scatta tra le due?

Ho deciso di partire subito con un capitolo dinamico. La 29enne Pietra, a cena in un ottimo ristorante di Milano con il fidanzato, viene avvertita dall’investigatrice Fontana dell’imminente pericolo. Pietra è spiazzata e spaventata, non sa cosa pensare, ma nonostante questo si fida di lei. Insieme fuggono, corrono verso la salvezza. La componente della fiducia di Pietra verso Simona Fontana permane poi in tutto il romanzo.

Perché ha deciso di ambientare il romanzo durante il primo lockdown del 2020, quando il mondo era bloccato a causa del Covid? Come è stato scriverlo?

L’ho iniziato ben dopo il primo lockdown, ma l’ho ambientato in quel periodo, terribile per tutti, perché la trama lo richiedeva. Chi avrà la bontà di leggere il romanzo capirà perché. Scriverlo è stato complicato, mi sono avvalsa di informazioni recuperate da ricerche su più livelli, confrontando vari siti. Poi, per la revisione, ho avuto il grande supporto della editor professionista Alessandra Penna. Abbiamo valutato i punti deboli e quelli di forza del romanzo. È stato un lavoro minuzioso, molto stimolante.

Come ha scelto il gruppo misterioso di ecologisti?

Nei miei romanzi è sempre presente una componente sociale, credo sia dovere degli autori inserire problematiche attuali nei loro lavori. Il tema ecologico, la sofferenza del pianeta per mano dell’uomo è purtroppo attuale. Ho però ribaltato ciò che inizialmente poteva apparire un intento onorevole in qualcosa di complottistico.

Simona Fontana, Bosco e Neo si imbatteranno negli ambientalisti. Quanto graverà questo evento sul loro lavoro?

Graverà moltissimo. La Fontana Investigazioni si troverà ad affrontare un caso che va oltre le sue competenze. Oltretutto un altro personaggio ricorrente nella serie, il Commissario Balestra (che di solito si prende carico dei casi che gli investigatori non possono affrontare), è momentaneamente fuori gioco e potrà intervenire solamente a margine.

L’ambiente, la pirateria informatica, il fatto che non sempre le persone e le cose sono quello che sembrano... quanto la scrittura riflette e in certi casi anticipa la realtà?

Non so se scrivere romanzi anticipi la realtà, qualche volta accade. Sull’ambiguità delle persone c’è una frase nel libro che riassume la risposta: «Il fanatismo porta ad annullare sia la logica che l’obiettivo del progetto con la sua matrice sana e onorevole».

In un eventuale adattamento cinematografico chi vedrebbe nei panni della sua protagonista?

Quanto mi piacerebbe! Nel sogno di un adattamento cinematografico vedrei perfetta, nei panni di Simona Fontana, l’attrice Kasia Smutniak. Chissà se gradirebbe!

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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