L’alabarda spaziale di Goldrake e i sogni di bimbo venuti dallo spazio

Cinquant’anni fa l’episodio numero uno del cartone animato sul robot guidato da un umano venne trasmesso per la prima volta in Giappone
Rosario Rampulla

Rosario Rampulla

Vicecaporedattore

Goldrake
Goldrake

Rapiti dall’alabarda spaziale. Sedotti dal maglio rotante e dal boomerang atomico. Soggiogati da Actarus e dalla forza di Goldrake. E da allora, niente fu più lo stesso.

Esagerazione? Fanatismo? Per rispondere usiamo la carta di identità: siete nati tra il 1968 e il 1974? Allora parliamone. Tutti gli altri, non possono capire, semplice no? Come, infatti, resistere al fascino di un robot pilotato da un umano (beh, nel caso di Goldrake un alieno, ma in fondo sono quisquilie...) che soffre, rischia, si ferisce. Ma poi vince. Sul male, sui cattivi, su tutto quanto minacci la terra. Il tutto in episodi di nemmeno mezzora. Eroi pomeridiani tra i compiti e la merenda. Se non è vita questa, allora di cosa stiamo parlando?

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