Felicia Kingsley: «L’amore serve a stare meglio, non compensa mancanze»

È bella, giovane, cordialissima e si racconta con una semplicità che la rende ancor più simpatica. Si chiama Felicia Kingsley, ma è un nome d’arte. Il suo vero nome è Serena Artioli, è nata a Carpi nel 1987, è laureata in architettura, ha un compagno e un bambino «viziatissimo dai nonni» e scrivere è per lei un modo di rilassarsi sconfinando nella fantasia dove riproduce la vita di tutti i giorni passando dai toni drammatici all’ironia. Da alcuni anni spopola sui social e in libreria, ed è tra le scrittrici italiane più lette e vendute, tradotta in venti Paesi.
Scrive storie d’amore, un sentimento che apre tutte le menti, perché se si ama, tutto diventa possibile e nessuna prova appare proibitiva. L’undicesimo romanzo che ha scritto s’intitola «L’amante perduta di Shakespeare» (Newton Compton, 320 pagine, 9,50 euro); il dodicesimo uscirà in autunno. «Il titolo non è stato ancora definito – spiega – ma si tratta di una commedia romantica tra due persone che hanno un passato da riscoprire».
Storie di affetti eterni condivisi o no, le nervature essenziali della vita intrecciate anche da Liala, Luciana Peverelli, Mura e tante altre leggende del romanzo rosa, genere al quale Kingsley ha dato un taglio moderno, sottile e pungente con l’aggiunta di una fragranza di genuinità che rende intrigante l’esistenza. Autrice dell’anno nel 2024 al TikTok Awards, da poco ha vinto il Premio Hemingway nella sezione «Lignano Sabbiadoro per il futuro 2025», ed è contenta per questi riconoscimenti che premiano il suo amore per la scrittura che, dice, «per me c’è sempre stata. Ho iniziato a scrivere quando avevo 12 anni. Era qualcosa che mi piaceva, e ho continuato a farlo come intrattenimento personale. Nel 2012 sono venuta a conoscenza dell’autopubblicazione ed è iniziata la mia avventura. L’esperimento mi è piaciuto e sono andata avanti. Quella prima prova era un rodaggio, la seconda è “Matrimonio di convenienza“ che è diventato il mio primo best seller. Nel frattempo mi sono laureata in architettura, e dal punto di vista professionale la mia strada era un’altra, ma scrittura e architettura si sono incrociate perché vedendo i miei romanzi in classifica, la casa editrice Newton Compton mi ha contattato e la scrittura ora è la parte preponderante del mio lavoro».
Il fatto che l’abbiano avvicinata a Liala, le ha fatto piacere o l’ha contrariata un po’?
Nessuna delle due cose. Da una parte credo di avere una mia identità letteraria, non sto cercando di imitare nessun altro autore; dall’altra Liala, all’interno del genere è stata una delle capostipiti in Italia, ha avuto un percorso solidissimo ed è stata apprezzatissima. Ma soprattutto ha avuto il sostegno dei letterati dell’epoca. Cosa che adesso non si può proprio dire perché gli autori «leggeri» vengono guardati con diffidenza. Stiamo abbattendo qualche barriera, e questo paragone è un complimento.
L’amore, per lei, è una necessità?
Definire l’amore è quasi impossibile. Per quanto mi riguarda è una esperienza personale e ognuno la vede a modo suo: chi con intensità, chi con leggerezza. Viverlo come una necessità, forse non è il modo più naturale di amare. È come avere una dipendenza affettiva che può portare a molti squilibri. Nella coppia si crea una differenza di potere, una persona ha il controllo sull’altra che lega la felicità alla relazione. Quelle che cerco di raccontare nei miei romanzi sono persone che stanno già con se stesse, e se l’amore arriva deve servire a fare stare meglio, non deve essere compensativo a una mancanza.
Come valuta i giovanissimi?
Al momento sono un po’ scollata dalla realtà dei giovanissimi. Vedremo come andrà con mio figlio. La gioventù attuale mi sembra molto diversa rispetto a quella che ho vissuto io. Non avevamo i cellulari, cercavo anche di estraniarmi, tornavo a casa da scuola, non ero obbligata ad interagire per forza con le stesse persone che incontravo a lezione. Adesso c’è una situazione di interconnettività, quindi i ragazzi che sentono di non riuscire ad uniformarsi a un gruppo stanno sempre connessi, non riescono a staccarsene mai. Forse oggi è più difficile costruire la loro identità, ma non impossibile.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
