Elisa Citterio: «Dal Canada torno alle origini con Brixia Musicalis»

A volte ritornano. In questo caso però la notizia è bellissima. Da Toronto è rientrata a Brescia la violinista Elisa Citterio, per un lustro direttore dell’orchestra canadese Tafelmusik, una delle punte di diamante della musica antica internazionale.
Nella sua città natale Citterio riprende la guida di Brixia Musicalis, ensemble residente delle Nuove Settimane Barocche, che lei e il clavicembalista Michele Barchi hanno fondato una ventina di anni or sono.
«Una specie di "rinascita", con il mio storico e mai dimenticato gruppo, in veste di direttore e primo violino - spiega Citterio -. Debutto il 20 ottobre nella Pieve di Montichiari con un programma dedicato agli "affetti, passioni, emozioni nella musica Barocca"; in dicembre c’è uno spettacolo con un attore famoso e un melologo intitolato "Del coraggio silenzioso", in un cartellone ricchissimo, ben 32 appuntamenti, che si concluderà il 13 dicembre in San Cristo a Brescia, e che annunceremo a breve».
Quale il bilancio dei 5 anni trascorsi in Canada?
«Ho portato esperienza, idee, nuovo repertorio, il mio background; ho ricevuto molto, in termini artistici e professionali, soprattutto ho imparato a fronteggiare numerosi e diversificati ambiti (registrazioni, tournée, organizzazione, rapporti con la stampa, sponsor, istituzioni). Ho scoperto un Paese aperto e dinamico. L’immigrazione è elemento fondante della loro struttura sociale: senza questi flussi, considerando le dimensioni del Paese e la densità di popolazione, il Canada imploderebbe. Ho apprezzato la capacità di confronto e di rispetto fra diverse tradizioni e culture».
È rimasta colpita dalla loro elasticità?
«No, questo è un mito da sfatare. Ho verificato in prima persona come l’artista italiano sia in grado di muoversi su più fronti e sappia affrontare le situazioni più varie; spesso proprio nelle circostanze emergenziali siamo noi a saper dare il meglio. In Canada la preparazione è altissima, lo studio capillare, la disciplina ferrea: il concerto andrà come te lo aspetti. In Italia esiste un margine molto più ampio di imprevedibilità; però qualcosa di nuovo può improvvisamente fare capolino, un "ospite inatteso" capace di regalarti emozioni inedite».
E adesso, qui in Italia, quali i prossimi impegni?
«Oltre a Brixia Musicalis, tengo masterclass alla Fondazione Stauffer di Cremona, in una sede fantastica (c’è anche una sala di registrazione); siamo pochissimi docenti italiani, hanno sempre insegnato archi moderni, da Salvatore Accardo e Bruno Giuranna in poi, e questa è la loro prima apertura alla musica antica. Quest’anno insegno al Conservatorio di Firenze, mi attendono collaborazioni con Il Giardino Armonico, Il Pomo d’Oro, la Kammerorchester Basel. La musica ha una misteriosa capacità di rigenerarsi. C’è una sola cosa al mondo che le è pari: la vita stessa. Il "nuovo inizio" portatore di imprevedibilità e libertà, di cui parla Hannah Arendt. Il mio presente».
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