Sarà che è la prima lettera in ordine alfabetico. Sarà quel suo modo di essere pronunciata, che lascia tutti a bocca aperta. Sta di fatto che - nella parlata dei nostri nonni - la «a» sa mettere in campo una capacità tutta sua di precedere termini e modi di dire, intrufolandosi anche là dove non te la aspetteresti.
Sicuramente ci riesce in avverbi come apüs che significa dietro (e che ragionevolmente discende dal latino «post» che in termini di luogo significa la stessa cosa), apröf (forse dal latino «proximo», che significa proprio «vicino»), arènt (anche in questo caso traduce l’italiano «vicino» e anche in questo caso a me pare che l’antenato vada cercato nella lingua degli antichi romani, per i quali il participio «haerens» significava aderente, attaccato) e amanìt, che tradurrei con «a portata di mano».



