Compagnoni, «regina delle nevi» dei Giochi in uno spettacolo a Ghedi

Grecia, 776 a.C. In onore di Zeus vengono indette le Olimpiadi: attività sacra, che decreta la sospensione di ogni guerra per cinque giorni (magari accadesse anche oggi...).
«La regina delle nevi», lo spettacolo che Silvia Priori ha allestito in occasione dei Giochi olimpici Milano Cortina 2026, parte da lì per raccontare le Olimpiadi, ma soprattutto per raccontare Deborah Compagnoni, prima donna al mondo a vincere tre ori in tre olimpiadi invernali diverse.
Dopo un’anteprima a Pechino, e dopo il debutto a dicembre nel paese natale di Deborah (Santa Caterina Valfurva), su iniziativa dell’associazione Nexus sabato 30 gennaio lo spettacolo arriva a Ghedi, alle 21 nell’auditorium della Bcc Agrobresciano, in piazza Roma. Recitano Silvia Priori e Roberto Gerbolès (ingresso libero, per informazioni tel. 331 7634299).
Perché proprio Deborah Compagnoni?
«Perché è un’eroina moderna, simbolo di tenacia – dice Silvia Priori –. Ha subito tanti infortuni, ma ha sempre ricominciato, continuando a farsi strada verso l’Olimpo, dove siedono condottieri diventati grandi grazie a determinazione, disciplina e tenacia, ma soprattutto grazie alla capacità di sognare. I sogni sono belli, ma per trasformarli in realtà bisogna costruirli nonostante le avversità: è così che Deborah è diventata la Regina delle nevi».
Un esempio, dunque?
«Sì, soprattutto per quei giovani che pensano di non farcela. Il suo motto è rialzati, vai e conquista».
Difficile portare in scena un mito come lei...
«Infatti. Abbiamo risolto il problema con uno spettacolo particolare, un ponte tra sport e palcoscenico. Il pubblico verrà proiettato sulle vette alpine: la vista è sollecitata da proiezioni dinamiche che evocano il bianco della neve e la velocità della discesa libera; l’udito è avvolto da una partitura sonora che alterna il silenzio delle cime al ritmo incalzante della gara».
La massima forza, però, «si raggiunge nella descrizione del rapporto della Compagnoni con la fatica e il dolore: il racconto si fa fisico, quasi tattile. Un espediente per aiutare gli spettatori a cogliere l’essenza e l’atmosfera delle olimpiadi, che portano valori di condivisione e fratellanza».

Silvia Priori chiude con un aneddoto che ha inserito nello spettacolo, precisando che, anche se non è vero, è verosimile. Un giorno un uomo chiese a Deborah la strada per il successo. Quando lei la indicò, si sentì obiettare: «Mi hai già indicato quella direzione. Io l’ho presa, ma ho trovato fatica, dolore e avversità che mi hanno impedito di continuare...». L’Olimpo, rispose Deborah, è proprio appena dopo il dolore e le avversità.
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