Cultura

Dalla dislessia al romanzo, la rivincita di Robinik

Il bresciano Roberto Nicolai ha pubblicato un libro ambientato in una bizzarra Università dell’amore: «A scuola mi dissero che non sarei mai riuscito a scrivere, ora lavoro con le parole»
Nicolai ha scoperto di essere dislessico dopo la diagnosi del figlio
Nicolai ha scoperto di essere dislessico dopo la diagnosi del figlio
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In terza elementare le maestre scrissero sulla pagella che non sarebbe mai stato capace di scrivere. Oggi, invece, con le parole ci lavora. E non solo: ha fondato persino un'università. Non una di quelle tradizionali, però.

Il bresciano Roberto Nicolai, in arte Robinik, è l'ideatore dell'«Università Internazionale di Bellinzona», un'istituzione immaginaria - con tanto di logo, corpo docenti e pagina web che rilascia certificati - convinta che l'amore possa essere studiato, applicato e perfezionato come una disciplina. Perché «senza regole chiare, sostiene il bizzarro professor Amedeo F. Manfrin, l'amore è solo un pretesto per perdersi».

Ne parla in «Mad – Manuale d'amore domestico», il suo primo romanzo, disponibile su Amazon e, a pochi giorni dall'uscita, entrato nelle prime trenta posizioni dei libri sulle relazioni affettive.

Sarà presentato in città giovedì 26 marzo da Elda, e chi arriverà con il libro in mano - acquistabile anche in loco – riceverà in omaggio il «Sangue di drago all'albicocca», il cocktail bevuto dalla protagonista del romanzo.

La copertina del romanzo
La copertina del romanzo

Nicolai, questo è il suo primo libro?

È il primo che pubblico, ma non il primo che scrivo.

Di cosa parla?

«Mad» è un romanzo a tratti surreale che esplora, senza mai nominarla direttamente, la complessità delle relazioni contemporanee: il modo in cui si costruiscono, si incrinano, si trasformano in qualcos'altro. Io sono l'unico personaggio reale. Gli altri li ho inventati, ma forse non troppo.

Scrivere un libro, da dislessico, è stato difficile?

No. Da sempre, nella scrittura, ho trovato un modo semplice per parlare di me.

Questo Disturbo specifico dell'apprendimento (Dsa) – che, ricordiamo, non è una malattia né un deficit di intelligenza – non ha rappresentato quindi un limite?

No. Con il tempo ho trovato forme di compensazione per leggere e scrivere. Poi, quando a mio figlio è stata diagnosticata la dislessia, ho rivalutato il mio percorso e, grazie ad alcuni esperti, sono riuscito a dare un nome a quella mia difficoltà.

Si dice che i dislessici abbiano dei superpoteri. Che cosa significa?

A volte sembriamo distratti, ma non è così: recepiamo e rielaboriamo molti più stimoli dal contesto esterno. Per me le parole che vengono pronunciate non sono insiemi di lettere, ma immagini e suoni.

Come sta andando il libro?

I giudizi sono molto positivi: chi inizia a leggerlo, spesso mi dice che non riesce a fermarsi.

Il romanzo è ambientato all'Università Internazionale di Bellinzona. Che cosa si impara lì?

Si insegna l'amore come disciplina: chi segue le sue regole non può fallire. Questo è il loro credo. Per scoprire se è vero bisogna leggerlo.

Presenterà «Mad» anche in città?

Sì. Ci saranno altre occasioni, ma l'appuntamento ufficiale - l'unico con il «Sangue di drago all'albicocca» - sarà giovedì 26 marzo da Elda.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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