Emanuele Severino amava citare Eraclito: «Attendono gli uomini, quando sian morti, cose che essi non sperano né suppongono». È uno snodo centrale della sua filosofia, come ribadì anche al nostro giornale: «Che l’esistenza dell’uomo si prolunghi all’infinito oltre questa vita, questo è uno dei centri del mio discorso».
Ines Testoni, che di Severino è stata allieva, ha messo questo discorso al centro di «Dialoghi sull’eternità», la serie di «Confronti tra filosofia, religione e scienza» sul fine vita che inizierà martedì prossimo, 2 maggio, nel salone Vanvitelliano di palazzo Loggia a Brescia (il programma completo su oltrelafine.it).



