Come Cortina diventò Cortina: a Brescia la mostra sul turismo montano

Elena Pala
Durante il Ventennio le Dolomiti furono protagoniste di una propaganda giocata su pubblicità e illustrazioni: se ne parlerà nella mostra ospitata a Palazzo Martinengo da fine settembre
Carlo De Zulian, «Cortina», 1942 - © Museo Nazionale Collezione Salce, su concessione del Ministero della Cultura
Carlo De Zulian, «Cortina», 1942 - © Museo Nazionale Collezione Salce, su concessione del Ministero della Cultura
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«In pubblicità – sentenzia l’illustratore Carlo De Zulian nel gennaio 1939 sul periodico Cortina –l’arte ha un significato particolare. Non si fa l’arte per l’arte. Si fa l’arte per l’effetto. E l’effetto deve essere: attrazione, semplicità, ma soprattutto espressione e vivacità del contenuto. In una sola parola, “esaltazione della forma”».

La mostra dedicata al turismo montano

Un effetto, questo, valido ancor di più in ambito turistico, specie in tempi in cui vige un regime com’è quello del Ventennio, che fa della propaganda la propria arma di irreggimentazione. Anche di questo uso politico del turismo (ma non solo di questo) parlerà la mostra «Al mare. Ai monti. Finalmente la vacanza per tutti. 1767-1945» curata dalla scrivente e da Roberto Chiarini per il Centro Studi Rsi.

In cantiere a Palazzo Martinengo in via Musei (l’apertura è prevista per la fine settembre), l’esposizione – con allestimento prodotto da VPP Communication Factory – ha il sostegno di Regione Lombardia (Assessorato alla Cultura), Provincia di Brescia, Camera di Commercio di Brescia e Fondazione Provincia di Brescia Eventi, nonché il patrocinio del Comune di Brescia.

Il catalogo, con cura editoriale di Studio Polo 1116, sarà edito per i tipi de La Compagnia della Stampa Massetti Rodella.

La pubblicità dolomitica

Il turismo del Ventennio fa leva sulla pubblicità e sui maggiori illustratori del tempo. Sono Marcello Dudovich, Franz Lenhart e Aldo Raimondi alcuni degli artisti incaricati di illustrare gli angoli più suggestivi della penisola: «Ogni loro opera – precisa De Zulian – parla ed è compresa dal turista di tutte le nazioni, eccitando la curiosità e favorendo dalle Dolomiti alla Sicilia l’afflusso di stranieri in Italia». Uno dei temi «inesauribile per motivi e tonalità, di effetto addirittura boreale, sì da renderlo famoso in tutto il mondo, è il paesaggio dolomitico».

Sin dagli esordi del turismo Cortina sa valorizzare questi motivi attrattivi del proprio territorio. Nasce così quella che De Zulian definisce «l’arte pubblicitaria delle Dolomiti». Il «motivo dolomitico, per se stesso semplice ma difficile a realizzarsi nelle proporzioni, richiede conoscenza perfetta del luogo» a cui l’artista esclusivamente si ispira e su cui più volte si esercita. Soltanto in questo modo, è convinzione di De Zulian, «l’arte delle Dolomiti può avere valore estetico, in quanto l’artista è capace di fermare le bellezze fugaci e ritrarre in pieno vigore la loro forma di espressione. Solo in questo modo l’immagine delle Dolomiti potrà diffondersi nel mondo creando un’efficace propaganda».

Una spinta al turismo

I manifesti pubblicitari invitano gli italiani «verso il sorriso di Cortina, bianca ed accogliente». Molteplici gli eventi culturali e sportivi in calendario. Un esempio. Nel febbraio 1941 i Campionati del mondo di sci accendono i riflettori su Cortina. Sono mesi di intenso lavoro. Si tratta di provvedere alla creazione, alla trasformazione e all’aggiornamento degli impianti sportivi, al potenziamento delle attrezzature nonché ad un’accurata e meticolosa organizzazione delle grandi gare.

Franz Lenhart, dettaglio di «Campionati del Mondo di Sci, Cortina d'Ampezzo», 1940-41 - © Museo Nazionale Collezione Salce, su concessione del Ministero della Cultura
Franz Lenhart, dettaglio di «Campionati del Mondo di Sci, Cortina d'Ampezzo», 1940-41 - © Museo Nazionale Collezione Salce, su concessione del Ministero della Cultura

Cortina sembra un’isola felice del turismo, mentre è in atto il dramma della seconda guerra mondiale, un «travaglio che tormenta il mondo». Guerra che farà annullare sia la presenza di queste gare nel novero ufficiale dei campionati mondiali invernali sia il progetto di ospitare nel 1944 a Cortina le Olimpiadi invernali. Il successo ai Campionati mondiali arride ai tedeschi. Gli azzurri si aggiudicano 2 ori, 3 argenti e 4 bronzi.

«Cortina 1941 – si legge sul numero di febbraio del mensile Bellezza – rappresenta la vita che continua, la preparazione per l’avvenire». Un avvenire che l’acclarata Regina delle Dolomiti si assicurerà ben oltre il conflitto, conquistando il podio delle mete più ambite del turismo internazionale.

Cortina meta automobilistica

Oltre a ciò, va ricordato che nel 1929 la Regina delle Dolomiti è la meta della «Prima Marcia Automobilistica di Regolarità Brescia-Cortina d’Ampezzo» organizzata dall’Automobile Club (AC) di Brescia col patrocinio della Gazzetta dello Sport. I veicoli iscritti, appartenenti alle categorie sport e turismo e divisi in due classi, partono alle ore 5 del 7 luglio dalla sede cittadina dell’AC in corso Magenta al civico 54. L’arrivo ha luogo a Cortina «su una linea segnalata con un grande telone con la scritta Automobile Club Brescia».

Immediata è l’adesione del presidente dell’AC Milano Silvio Crespi e di «moltissimi» altri Automobile Club italiani con le «loro schiere» pronte a partecipare a questa «grande giornata dell’automobilismo turistico-sportivo italiano». «Nobilissimo» è lo scopo: «valorizzare un’incomparabile contrada italiana ricca di bellezze».

Ben 225 sono le macchine che prendono parte a questa «marcia turistica». Non tutte partecipano alla gara sociale di regolarità prevista dall’AC Brescia per «dare un’impronta spiccatamente sportiva alla manifestazione dolomitica». Agli arrivati nei tempi massimi stabiliti è assegnata «un’artistica medaglia d’oro di conio speciale». Si afferma Pietro Pagani su Ceirano, pilota che «nel corso di pochi mesi ha conquistato una Milano-Stolp, una Milano-Oslo, la Brescia-Ponte di Legno e la Coppa Bellagio, tenendo così alto anche all’estero il nome di Brescia e del suo Autoclub».

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