Cinema

Super Mario torna al cinema per un’avventura galattica

Cristiano Bolla
Tre anni dopo il clamoroso successo del film animato, arriva in sala il sequel che rilancia l’immaginario Nintendo nato negli anni ’80, quando il personaggio ancora non si chiamava Mario e non era neppure un idraulico
Mario e Luigi nel film «Super Mario Galaxy»
Mario e Luigi nel film «Super Mario Galaxy»
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Super Mario sta per tornare al cinema con «Super Mario Galaxy», il nuovo film animato che arriva dopo il clamoroso successo del capitolo del 2023 e rilancia ancora una volta un personaggio capace di imporsi ben oltre i confini del videogioco. Quel film ha incassato oltre 1,36 miliardi di dollari nel mondo, confermando che l’idraulico coi baffi resta una delle icone popolari più forti e riconoscibili del nostro tempo.

Non è poco, se si pensa che Mario è nato all’inizio degli anni Ottanta e continua ancora oggi a parlare a pubblici diversissimi: a chi è cresciuto con il Nintendo Entertainment System, a chi lo ha conosciuto su console più recenti e anche a chi, magari, non ha mai preso in mano un joypad ma sa perfettamente riconoscere il cappello rosso con la “M”, i baffi e la salopette blu.

Le origini

La sua storia è cominciata nel 1981, quando è comparso per la prima volta nel videogioco «Donkey Kong». All’epoca, però, non si chiamava ancora Mario e non era neppure l’idraulico del Regno dei Funghi che tutti conoscono oggi. Nella fase iniziale viene indicato soprattutto come Jumpman, un nome che descrive in modo diretto quello che fa nel gioco: saltare ostacoli, evitare i barili lanciati da Donkey Kong e tentare di salvare la ragazza rapita. Per Nintendo quello è stato il debutto ufficiale, ma il personaggio era ancora in costruzione e non era di certo il protagonista ed eroe della saga.

Anche il suo aspetto nasce in modo molto concreto. Molti dei tratti che oggi rendono Mario immediatamente riconoscibile furono dettati dai limiti tecnici dell’epoca, perché con una grafica ridotta a pochissimi pixel, era difficile disegnare un volto dettagliato o animare bene i capelli. Da qui la scelta del cappello, utile a evitare il problema della capigliatura, e dei baffi, che permettevano di definire il volto senza dover lavorare troppo sulla bocca. La salopette serviva invece a distinguere con chiarezza il movimento delle braccia rispetto al busto, mentre i guanti bianchi rendevano più visibili le mani. In origine, inoltre, Mario non era un idraulico ma un carpentiere, perché «Donkey Kong» era ambientato in un cantiere.

Il passaggio decisivo arriva con «Mario Bros.» del 1983, il primo gioco che porta il suo nome nel titolo e il primo in cui appare chiaramente accanto al fratello Luigi. Da semplice personaggio di un arcade, è diventato così figura centrale di un piccolo universo già molto riconoscibile. Gli è stato cambiato anche il mestiere, perché i tubi e i passaggi sotterranei del gioco hanno spinto gli autori a trasformarlo nell’idraulico oggi celebre in tutto il mondo. Da lì in avanti, il percorso è stato rapidissimo: «Super Mario Bros.» del 1985 è stato un fenomeno di massa che ha contribuito in modo decisivo a fissare l’immaginario del Regno dei Funghi, con la Principessa Peach, il villain Bowser, i funghi, i castelli, i Goomba e tutta quella galleria di personaggi che negli anni è diventata familiare a milioni di persone.

Il nome

Anche la storia del nome è entrata nella leggenda. Prima di diventare Mario, Miyamoto aveva pensato anche ad altri nomi, tra cui Mr. Video, perché immaginava quel personaggio come una presenza da poter riutilizzare in diversi giochi. Il nome definitivo, però, non è stato pescato in Italia ma negli Stati Uniti: secondo le ricostruzioni, fu qualcuno di Nintendo of America a proporre «Mario», un nome poi collegato al proprietario dell’immobile usato dalla filiale americana, Mario Segale. I dettagli aneddotici del momento in cui il nome venne scelto cambiano a seconda dei racconti, ma il punto essenziale resta questo: è grazie a quell’incontro che Jumpman ha smesso di essere soltanto una figura da arcade ed è diventato Mario, il personaggio destinato a rappresentare Nintendo nel mondo.

Copertina del film «Super Mario Galaxy»
Copertina del film «Super Mario Galaxy»

Da quel momento in poi, la sua ascesa è travolgente. Mario non è rimasto confinato ai platform classici, ma ha attraversato decenni di videogiochi trasformandosi di continuo: dai capitoli 2D ai grandi episodi 3D, dalle corse di «Mario Kart» ai party game, fino ai titoli sportivi e agli spin-off. Nintendo continua ancora oggi a presentarlo come il centro del proprio universo, capace di rinnovarsi mantenendo sempre intatta la sua identità di base. È questo uno dei motivi per cui Mario è diventato un personaggio senza tempo: non solo per la nostalgia che suscita, ma perché il suo mondo è riuscito a cambiare insieme alle generazioni senza perdere riconoscibilità.

La sua storia fuori dai videogiochi non è stata però altrettanto lineare. Nel 1993 è arrivato il primo tentativo hollywoodiano in live action, «Super Mario Bros.», un film con Bob Hoskins e John Leguizamo rimasto famoso soprattutto per la sua distanza dall’immaginario colorato e fantastico dei giochi. L’operazione non è riuscita davvero a trasformare Mario in un eroe cinematografico credibile per il grande pubblico, e per molti anni è stato l’emblema delle difficoltà nell’adattare al cinema un linguaggio visivo e ludico così specifico. Il vero rilancio è arrivato solo nel 2023, con il film animato prodotto da Nintendo e Illumination, che ha riportato Mario al centro della cultura pop globale con numeri enormi e una formula molto più vicina ai giochi, ai loro personaggi e al loro tono.

Il film

Ora quel successo apre la strada a «Super Mario Galaxy - Il Film», in uscita il 1° aprile 2026 anche in Italia. La storia parte da una nuova fase della vita di Mario e Luigi nel Regno dei Funghi: i due fratelli stanno aiutando la Principessa Peach e cercando di rimettere sulla retta via un Bowser rimpicciolito e imprigionato, quando incontrano Yoshi, il dinosauro amico storico di Mario. Sarà però la festa di compleanno di Peach a innescare la vera avventura: un viaggio nello spazio che porterà i protagonisti a confrontarsi con i piani di Bowser Jr., il figlio di Bowser, e a salvare Rosalina, figura centrale dell’era videoludica di «Super Mario Galaxy»; è un personaggio introdotto nei giochi ambientati nello spazio, legato a un immaginario più cosmico e fiabesco del solito.

È in questo equilibrio tra familiarità e rinnovamento che si misura ancora oggi la forza di Super Mario. Da una piccola figura chiamata Jumpman, nata per funzionare su uno schermo rudimentale, a icona planetaria capace di attraversare videogiochi, merchandising, televisione e cinema, Mario continua a reggere il passare del tempo con una naturalezza che pochi personaggi possono vantare. Dietro all’eroe dal cappello rosso non c’è soltanto un marchio di successo, ma un personaggio costruito con una semplicità tale da sembrare eterno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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