«Fate conoscere l’Africa». Questo il mandato che vent’anni fa un gruppo di persone ricevette dal missionario saveriano padre Lino Maggioni, che aveva operato in Burundi. E questo l’impegno che circolo Acli Cristo Re, Gruppo Kamenge, circolo cooperativo Acli «Ernesto Mancini», in collaborazione con Coe (Centro orientamento educativo) di Milano e Csv con il sostegno di Fondazione Tovini, Cgil, Cisl e Acli service, stanno portando avanti fin da allora con la rassegna cinematografica «Cinema Africa», volta a far conoscere la ricchezza e le diversità di quelle culture.
Ne abbiamo parlato con uno dei promotori: Paolo Bonzio di Kamenge. «Noi siamo rimasti fedeli al messaggio di padre Maggioni – spiega –. Allargando lo sguardo dall’Africa al Terzo mondo. C’è un mondo che arriva da noi e cerchiamo di capirlo, con lo stesso spirito originario che è immutato».
Dove proiettate i film e quando?
La rassegna si tiene tutti i lunedì di ottobre, alle 20.45 al cinema-teatro Borgo Trento in via Filzi 3, con inizio alle 20.45. Prima del film intervengono esperti con competenze specifiche che illustrano i lungometraggi o i corti per approfondire le tematiche trattate.
In questi vent’anni come siete riusciti a mantenere viva una proposta quasi di nicchia?
Abbiamo sempre contato sugli aiuti di realtà come le Acli o la Fondazione Tovini che ci hanno sostenuto. Ci teniamo vivi come segno di speranza in un mondo impazzito, in cui si parla di remigrazione quando c’è bisogno degli immigrati per far lavorare le aziende, in cui si parla di guerra come nulla fosse mentre porta solo violenza e morte. Nel film della prima serata, ieri, c’è una Baghdad che ricorda Napoli nel 1945, con bambini di strada che ci fanno pensare a Sciuscià.
Che pubblico intercettate?
Ci sono sempre dalle 40 alle 50 persone, a volte di più quando i film toccano argomenti più sentiti. Lo scorso anno ad esempio, la sala si riempì con il film della cacciata dei tunisini dalla Libia di Gheddafi e molti tra i presenti avevano vissuto quella Storia. Il pubblico comunque nel corso degli anni è cambiato: prima del Covid c’erano persone più mature, più su d’età. Dopo, sono arrivati anche più giovani, a seconda dei film proposti.
Chi vi fornisce i film?
C’è sempre stato il Coe a indicarci i film e a fornirceli, prima in pellicola e adesso in formato digitale. Tra i prossimi, il 12 ottobre, ci sarà anche «Talien» del regista marocchino d’origine ma bresciano in tutto e per tutto, che parla in dialetto, Elia Mouatamid, che sarà presente in sala. Un’occasione per capire come gli immigrati vedono gli italiani. Interessanti sono poi i corti del 19 ottobre. Nel corso degli anni abbiamo proiettato i film anche nelle scuole e in carcere.



