Cinema

Capriolo scopre Guillermo del Toro: serata per il regista premio Oscar

Federico Bolla
L’autore di «Il Labirinto del Fauno» e del recente «Frankenstein» è stato protagonista del primo di tre appuntamenti organizzati da Screenworld e realtà locali della Franciacorta
L’auditorium BCC di Capriolo luogo d’incontro tra appassionati di cinema, curiosi e spettatori - © www.giornaledibrescia.it
L’auditorium BCC di Capriolo luogo d’incontro tra appassionati di cinema, curiosi e spettatori - © www.giornaledibrescia.it
AA

Le fiabe dark di Guillermo del Toro sono arrivate anche in Franciacorta grazie a una serata speciale che ha portato sul grande schermo il format di documentari YouTube «A Qualcuno Piace Cult». L’evento ha trasformato l’auditorium BCC di Capriolo in un luogo d’incontro tra appassionati di cinema, curiosi e spettatori alla ricerca di un racconto diverso, più immersivo, dedicato a uno dei registi più iconici del panorama contemporaneo.

Il progetto, ideato dal portale di critica cinematografica ScreenWorld, nasce dalla volontà di raccontare il cinema ed esplorare la carriera di grandi autori con uno stile accessibile, divulgativo e allo stesso tempo attento alla ricerca visiva. Ogni episodio è pensato come un viaggio nel cuore dell’immaginario dei registi raccontati, una formula che ha permesso al format di crescere rapidamente come punto di riferimento per chi ama il cinema d’autore ma desidera avvicinarvisi con un linguaggio chiaro, diretto e coinvolgente.

Legame con il territorio

La terza stagione avrà un legame particolarmente forte con il territorio bresciano, un aspetto che è stato messo in luce già dall’episodio dedicato a del Toro. Il documentario è stato infatti girato tra il castello e il bosco di Capriolo, luoghi che hanno fornito un’atmosfera ideale per restituire le tinte gotiche e fiabesche tipiche del regista messicano. L’ambientazione naturale, con i suoi scorci ombrosi e la suggestione medievale delle mura, accompagna il racconto delle origini di un autore segnato da un’infanzia complessa e intrisa di contrasti. La figura della nonna, profondamente cattolica, ha inciso in modo determinante sulla sua sensibilità, trasformando l’ossessione per il peccato, il soprannaturale e il senso di colpa in un immaginario vibrante, popolato di mostri più onesti degli esseri umani. È proprio da questo nodo biografico che nascono le sue storie, fiabe nere in cui la tenerezza convive con la crudeltà, come accade in film celebri quali «Il labirinto del fauno», «Hellboy», «La forma dell’acqua» (grazie al quale ha vinto gli Oscar per il Miglior Film e Regia nel 2018) e, più recentemente, nella sua rilettura di «Pinocchio» e di «Frankenstein» – film, quest’ultimo, arrivato su Netflix nel corso delle ultime settimane dopo una prima presentazione in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025.

La proiezione, accolta da una sala piena di appassionati o semplici curiosi, è stata preceduta da un talk che ha permesso di approfondire il cuore del cinema di del Toro insieme a Giuseppe Grossi, autore e narratore dei documentari ScreenWorld, e alla critica cinematografica Cristina Resa. Nel dialogo si è parlato della centralità del «mostro» come figura empatica e specchio delle fragilità umane, distante dall’idea tradizionale di creatura minacciosa. È emersa la differenza con altri autori come Tim Burton, che predilige un’estetica più fiabesca e caricaturale, mentre del Toro radica i suoi personaggi in una materialità concreta, fatta di corpi, cicatrici, metamorfosi. Si è affrontato il tema della sua estetica gotica, declinata in chiave pop e riconoscibile, del suo rapporto con la fiaba come luogo di resistenza e del nuovo «Frankenstein», presentato come una sintesi delle sue ossessioni narrative: la creazione, la colpa, la solitudine e il bisogno di riconoscimento. Un cinema che parla di paura, ma soprattutto di ciò che scegliamo di accogliere o rifiutare nel diverso.

La serata per appassionati di cinema a Capriolo - © www.giornaledibrescia.it
La serata per appassionati di cinema a Capriolo - © www.giornaledibrescia.it

Il documentario su del Toro è già integralmente disponibile su YouTube, ma il percorso di «A Qualcuno Piace Cult» continuerà nei prossimi mesi, sempre con un forte radicamento nel territorio.

Prossimi episodi

Il format tornerà a Capriolo a gennaio con due nuovi episodi dedicati a James Cameron e Paolo Sorrentino. Il documentario su Cameron è stato girato sulle rive del lago d’Iseo, dove l’acqua diventa elemento centrale così come nella filmografia del regista di «Avatar», da «The Abyss» a «Titanic». Quello su Sorrentino, invece, ha trovato spazio in una villa della zona, cornice ideale per raccontare lo sfarzo, le geometrie degli interni e l’eleganza decadente spesso presenti nei suoi film. Un calendario di appuntamenti che segnala Capriolo come interessante punto di riferimento per questo progetto, capace di intrecciare luoghi bresciani e grandi storie del cinema mondiale, creando un ponte tra comunità locale e cultura cinematografica internazionale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...