C’è una dimensione europea di vasto respiro nella suggestiva e sfaccettata mostra che Milano dedica a Jheronimus Bosch nelle sale di Palazzo Reale, in piazza Duomo. E c'è anche un legame bresciano con l'artista olandese del Cinquecento.
Dopo cinque anni di lavoro di preparazione, i curatori Bernard Aikema, Fernando Checa Cremades e Claudio Salsi, rispettivamente olandese, spagnolo e italiano, hanno radunato un centinaio di opere tra sculture, arazzi, incisioni, bronzetti, libri antichi, strumenti musicali, pezzi di artigianato esotico e soprattutto dipinti, tra cui ben cinque capolavori dello stesso Bosch. È un numero di tutto rispetto, se si pensa che quelli autografi che si conoscono sono appena una ventina.



