I loro gattini maledetti – o maledetti gattini (!), dirà probabilmente qualcuno – hanno invaso ormai da qualche anno la rete, esattamente come avevano previsto. E hanno generato una valanga virale che si è riversata nel brodo primordiale dell’internet, arrivando ad inquinare lo stagno cui attinge l’intelligenza artificiale, esattamente come avevano previsto.

Loro sono Eva & Franco Mattes, moniker artistico di un duo di indiscussi alfieri della net art e cavalieri delle nostre coscienze tecnologiche almeno dai tempi in cui con il loro sito Vaticano.org fregavano milioni di visitatori. Erano gli anni Novanta e i due bresciani, con residenza a New York e patentino identificativo 010010111010110.org, turbavano il mondo dell’arte con le loro sperimentazioni avveniristiche e allestendo operazioni d’avanguardia talvolta spregiudicate, come Darko Maver del 1998-99, artista yugoslavo totalmente fittizio ma così ben congegnato da trovare spazio coi suoi cadaveri perfino alla Biennale, oltre a meritarsi una morte leggendaria in una prigione di Podgorica durante un bombardamento nato. O «Life Sharing», una riflessione sull’esistenza online portata avanti consentendo a chiunque di avere totale accesso al computer degli artisti, leggendo le loro email in tempo reale, consultando estratti conto bancari o sbirciando foto personali. Bam.




