Don Giuliano Zanchi ha un desiderio, prima di tutto: «Spero che questo museo, che sta un po’ a margine della città, possa catalizzare l’attenzione del centro. Ha bisogno e chiede di essere visitato, frequentato. Ecco cosa vorrei, quindi: promuovere iniziative che attivino circolazione sul territorio». Le parole arrivano in concomitanza con la sua nomina a direttore della Collezione Paolo VI di Concesio, di proprietà dell’Opera per l’Educazione Cristiana e gestita dall’Associazione Arte e Spiritualità Centro studi Paolo VI sull’arte moderna e contemporanea. Non stravolgerà le cose, dunque, ma si inserirà nel flusso impostato dalla ex direttrice Marisa Paderni, che ha lasciato l’incarico per motivi personali. Abbiamo intervistato don Zanchi.

Direttore, qual è il commento a caldo rispetto a questa nomina?




