Barocchi, rituali, pomposi: in mostra a Brescia i matrimoni napoletani

I fotografi Franco Carlisi e Francesco Cito hanno immortalato l’estetica nuziale siciliana e napoletana: l’esposizione è al Mo.Ca. fino al 19 gennaio
  • Il matrimonio di Maria Rosaria Lembo, la quale indossa un abito dello stilista Gianni Molaro dal peso di 218 Kg. per 14 m di diametro. _ The wedding of Maria Rosaria Lembo, who wears a dress by the designer Gianni Molaro weighing 218 kg for 14 m in diameter
    La mostra «Romanzo italiano», fino al 19 gennaio al Mo.Ca. - Franco Carlisi, Vincenzo Cito
  • La mostra «Romanzo italiano», fino al 19 gennaio al Mo.Ca. - Franco Carlisi, Vincenzo Cito
  • La mostra «Romanzo italiano», fino al 19 gennaio al Mo.Ca. - Franco Carlisi, Vincenzo Cito
  • La mostra «Romanzo italiano», fino al 19 gennaio al Mo.Ca. - Franco Carlisi, Vincenzo Cito
  • VIl matrimonio come istituzione, o definito come il giorno più bello, sovente voler somigliare ai matrimoni da favola trasmessi in TV come quello di Lady Diana e Carlo il principe di Galles, o ancora alla Grace Kelly e Ranieri di Monaco. Gli esempi sarebbero tanti, ma a Napoli oltre a tutto questo c’è l’aggiunta della presentazione teatrale, e tutto diventa recita.
    La mostra «Romanzo italiano», fino al 19 gennaio al Mo.Ca. - Franco Carlisi, Vincenzo Cito
  • Alle ore 03,00 del mattino nella Galleria Umbrto l la coppia di sposi posa per un'ulteriore immagine da aggiungere all'album dei ricordi del giorno del loro matrimonio
    La mostra «Romanzo italiano», fino al 19 gennaio al Mo.Ca. - Franco Carlisi, Vincenzo Cito
  • In the house of the bride a mirror and a fruit basket eg photographic copmposizione of one of the photos that will be attached to the album _ Nella casa della sposa uno specchio e un cesto di frutta pe la copmposizione fotografica di una delle foto che verrà allegata all'album
    La mostra «Romanzo italiano», fino al 19 gennaio al Mo.Ca. - Franco Carlisi, Vincenzo Cito
AA

Oltre lo stereotipo del «genere» fotografia nuziale, su su fino all’estetica del taglio compositivo più emozionante e alla sostanza della sfumatura sociologica. Vi ci portano due grandi fotografi – il 61enne agrigentino Franco Carlisi e il 75enne napoletano Francesco Cito – che han fatto del matrimonio uno specchio della società, meridionale nella fattispecie, ma anche più generalmente senza confini, nella mostra «Romanzo italiano», fino al 19 gennaio al Mo. Ca., Centro per le nuove culture di Brescia.

La mostra

Ben 120 stampe in biancoenero di grande formato, in elegante cornice nera con passepartout bianco (ma anche senza contorni, al vivo, in parecchie stampe di maxi-dimensione tipo-poster) a favorirne il godimento visivo, sciorinano la maestrìa dei due autori. E raccontano di usi e costumi della Sicilia e del Napoletano scardinando, per bellezza d’inquadratura e analisi simbolica, gli stilemi sovente banali delle foto di nozze.

Si giustifica perciò la titolazione narrativa e un po’ sognante che la curatrice – Giusy Tigano della milanese GTArt Photo Agency veicolatrice di fotografia con propria scuderia d’autori – ha voluto: «Da anni cullavo l’idea di quest’esposizione congiunta – ci racconta –. Lavorando a fianco di queste due grandi firme conoscevo i rispettivi progetti a tema nuziale. Espressi per proprio conto, con approcci differenti e linguaggi personali in territori diversi, pubblicati anche in due foto-libri importanti. La mostra propone le loro visioni in ideale dialogo».

La rassegna bresciana ha avuto un prologo l’anno scorso a Roma: «Siamo venuti a Brescia volentieri – sottolinea la Tigano – sapendola fotograficamente vivace, anche attraverso il Macof che ci ospita nelle sue sale».

Gli autori

In mostra, dunque, una dimostrazione di come si possa smentire il preconcetto, sovente scontato nel senso comune, di «immagini di matrimoni». Merito di autori con la A maiuscola, noti peraltro anche in altri generi fotografici, ma qui sintonici in duplice reportage dentro nozze e italiche culture.

Cito, che vanta stimati reportage sociali e di guerra, s’era applicato al nuziale nello storico foto-libro «Neapolitan Wedding» sintesi di scatti fra 1993-’96 a Napoli, Caserta, Pozzuoli e Pompei, che nel 1995 gli era valso il 3° premio nella categoria Daily Life del prestigioso World Press Photo Award che l’anno successivo avrebbe vinto nella categoria Sport col portfolio sul Palio di Siena 1995. Di «Neapolitan Wedding» brillano a Brescia molti scatti.

Di Carlisi, invece, è esposta parte del più ampio progetto «Il valzer di un giorno», premiato in Italia nel 2011 e 2013. L’uno e l’altro veicolano un’alta qualità figurativa, qui e là volutamente barocca (siamo dentro l’estroversa espressività siciliana e napoletana...), altrove più sobriamente cronachistica, ma con creativo occhio e giocosa opera di assonanza o paradosso nel proporne eco sociologica. Foto che abilmente, talvolta ironicamente, mostrano la loro veridica finzione e diventano squarcio sociale che dice d’umanità variegata dentro la ritualità che agisce ogni cerimonia nuziale.

Composizioni

Di Cito, si osservi la geometrica imponenza del gigantesco velo nuziale che occupa il pavimento nel Duomo di Caserta; o l’artefatta teatralità – ma confessata inquadrando anche chi regge un faretto – degli sposi che si baciano in galleria Umberto I.

Francesco Cito, sposi nella galleria Vittorio Emanuele
Francesco Cito, sposi nella galleria Vittorio Emanuele

Anche l’accurata posa d’una Lei sdraiata su uno specchio, in cui stona volutamente una mano a porgere un grappolo da far rispecchiare, svela l’artifizio fotografico. Ma è reportage quel vicolo popolato di gente comune ad altro intenta, in cui s’addentra la coppia nuziale.

E come non plaudire in Carlisi l’intensità, sotto il velo, d’un viso sognante di sposa in abbraccio mentre sullo sfondo s’emoziona lo sguardo paterno? E la bimba che saltella per strada precedendo gli sposi là in fondo, quasi casuali comparse? E c’è ironia nello scatto delle matrone sull’uscio e la sposa che corre a loro mentre sul muro a lato tutto scombina l’avviso d’un anniversario funebre. Fascino, giochi, scherzi d’autore: racconto di tante cose con la scusa della nuzialità. Ben oltre lo stereotipo, dentro l’arte del creare foto che pensano e parlano.

La visita

La mostra, curata da Giusy Tigano per GT Art Photo Agency di Milano, con SMI Group e Centro Paolo VI tra gli sponsor, sarà aperta fino al 19 gennaio al Mo.Ca. (Brescia, via Moretto 78) a ingresso libero il lunedì h.15-19 e dal martedì a domenica h. 10-13 e 15-19 (il 6/1 chiuso). È accompagnata da un catalogo in edizione limitata (richiedibile a info@gtartphotoagency.com) con interventi di Andrea Camilleri, Michele Smargiassi e Giusy Tigano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.