Barbie icona pop e femminista: «In 65 anni ha saputo leggere la società»

Lo storico d’arte bresciano Massimiliano Capella ripercorre la storia della bambola più famosa al mondo, e del suo rapporto con politica, cultura, moda e costume
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Barbie, la bambola di Mattel il cui motto è «You can be anything», puoi essere qualsiasi cosa
Barbie, la bambola di Mattel il cui motto è «You can be anything», puoi essere qualsiasi cosa

Un’icona. Una trend setter. Ritratta da Andy Warhol come Marilyn e Elizabeth Taylor. Un fenomeno culturale che ha saputo leggere il presente. La rappresentazione in plastica (e abiti, ça va sans dire) dei sogni delle bambine di (quasi) tutto il mondo.

Di Barbie si sta parlando molto dopo l’uscita nelle sale del film a lei dedicato, ma la bambola, che quest’anno compie la bellezza di 65 anni, è molto di più che un balocco. E lo spiega bene lo storico dell’arte e della moda Massimiliano Capella, direttore della Casa museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani di Cellatica, nel libro che uscirà il prossimo 22 marzo, «Barbie. The icon celebration», edito da 24 Ore Cultura. Il volume sarà presentato dall’autore e da Chiara Savino di 24 Ore Cultura, presso Carme, in via Battaglie 61 a Brescia, giovedì 21 marzo alle 18.30 per «Fuori Librixia».

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