Là dove un tempo si versava il sangue dei gladiatori, ora si applaudono le grandi voci della lirica e le star del pop rock. Un destino accomuna i due più celebri anfiteatri italiani superstiti, l’Arena di Verona e il Colosseo di Roma, che stringono un’alleanza attraverso l’arte per ragionare assieme sulla tutela di questi spazi fragili e preziosi, senza rinunciare al loro utilizzo contemporaneo come luoghi di spettacolo. Uno scambio di reperti, in mostra a Verona e a Roma fino al 16 ottobre, suggella l’impegno, che proseguirà con due conferenze sul tema.
Le mostre
Da Verona è arrivata a Roma, dove sarà esposta nel percorso degli ipogei del Colosseo, una testa di gladiatore proveniente dall’Arena dove fu scoperta nel 1889, raffigurante un combattente dal volto coperto da un elmo integrale di tipo gallico. Una scelta non casuale: l’elmo tipico dei nemici tradizionali dei romani – i galli, ma anche i sanniti o i traci – era utilizzato per animare teatralmente il combattimento.




