Cultura

Boralevi, un libro per raccontare la più grande bugia sull’amore

Barbara Fenotti
A Librixia l’autrice di «L’amore può succedere» sul palco con Maddalena Damini: «L’amore è un diritto di tutti
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Boralevi a Librixia: l'amore può succedere
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Qual è la più grande bugia sull’amore? Secondo Antonella Boralevi, autrice del libro «L’amore può succedere» (Baldini+Castoldi), ieri a Brescia per Librixia, «ci hanno cresciute insegnandoci che, se saremo brave, verremo amate: che bisogna meritarselo». Il senso ultimo del suo romanzo intende dimostrare l’esatto contrario: «l’amore è un diritto di tutti, ci spetta anche solo unicamente per il fatto di essere venuti al mondo» ha spiegato la scrittrice fiorentina, autrice di 24 romanzi, al pubblico presente ieri nella Sala del camino di Palazzo Martinengo delle Palle. Un pubblico che la 71enne ha voluto fotografare con il proprio smartphone, spiegando che i suoi lettori, anche quelli potenziali «sono il motivo per cui scrivo: sicuramente non per me stessa».

Gli inizi

Seduta accanto a lei per intervistarla Maddalena Damini, direttrice artistica di Teletutto e Radio Bresciasette, le domanda cosa l’ha spinta a iniziare a scrivere. «Quando ero bambina venivo spedita alla casa in campagna della mia bisnonna – ha risposto Antonella –. Mentre lei passava il tempo a curare il giardino, io mi arrampicavo sulla grande libreria alle pareti e prendevo di nascosto i libri, che poi andavo a leggere sugli alberi in modo da non essere vista». La bisnonna la scoprì quando aveva finito di leggere, senza capirci quasi nulla dal momento che aveva solo sette anni, «Il grande Gatsby». Un aneddoto, questo, che si legga a doppio filo al fatto di «essere profondamente interessata dalle persone, da tutte quante, perché ciascuno ha un mondo dentro di sé e da raccontare».

  • Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia
    Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia
    Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia
    Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia
    Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia
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  • Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia
    Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia
    Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
  • Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia
    Antonella Boralevi a Palazzo Martinengo per Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

Storie parallele

Così è anche per Elizabeth e Clementina, le protagoniste di «L’amore può succedere», che comunicano e si influenzano a vicenda sebbene appartengano a epoche distanti tra loro. Da un lato la trentenne Elisabeth, che pur vivendo nella vivissima New York non si aspetta più nulla dalla sua vita, agiata e monotona. Neppure l’amore vero, per lei un grande sconosciuto. Tutto cambia quando deve affrontare un viaggio che la porta a Parma per prendere possesso di un appartamento nobiliare che le ha lasciato in eredità una lontana parente e che, non appena varcata la soglia, la risucchia in un altro tempo. Un salto indietro nei secoli che avviene quando Elizabeth appoggia l’orecchio su una porta e sente riecheggiare le note di un valzer: particolare, questo, che – come ha rivelato ieri la stessa Boralevi – è stata la chiave di volta, l’ispirazione da cui è scaturita la scrittura del romanzo. Tra valzer, saloni e drappeggi la 30enne di New York scorge la 17enne Clementina, contessina Mora di Castelgioioso in procinto di debuttare al Gran Ballo di Primavera della Duchessa di Parma, Maria Luisa d’Asburgo Lorena. Siamo nel 1827 e la granduchessa si affeziona subito a Clementina, tanto da farla diventare sua dama di compagnia. È così che Clementina incontra il generale Neipperg, marito di Maria Luisa, che cambia radicalmente il corso della sua vita.

«All’inizio avevo gli elementi necessari per scrivere un saggio, ma la più grande bugia sull’amore l’ho voluta smascherare con una storia», ha svelato Boralevi, che ha lodato Brescia per la sua bellezza e i bresciani «perché sono persone che credono in quello che fanno, concrete, come risulta chiaro quando li si conosce».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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