Cultura

Cattelan: «L’AI è qui, ne abbiamo paura o la invitiamo a cena?»

Enrico Danesi
Alessandro Cattelan stasera sarà al Teatro Clerici (quasi esaurito): «Se penso alle mie figlie l’intelligenza artificiale mi affascina e sgomenta allo stesso tempo»
La locandina dello spettacolo di Alessandro Cattelan
La locandina dello spettacolo di Alessandro Cattelan
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Conduttore televisivo e radiofonico, scrittore, editore, showman: è difficile racchiudere Alessandro Cattelan in qualsivoglia contenitore predefinito, perché si rischia di doverlo rinnovare nel giro di pochissimo tempo. D’altronde, il poliedrico Cattelan – nato a Tortona nel 1980 – abita l’immaginario soprattutto televisivo degli italiani da tantissimo tempo, ovvero da quando (dopo esperienze infantili nella giuria dello Zecchino d’Oro e post adolescenziali su canali tv locali o tematici) è divenuto un volto noto di Mtv Italia. Correva il 2004, e da allora la sua carriera è andata in crescendo, tra comparsate su reti Mediaset (anche come inviato musicale delle Iene), trasmissioni su Sky, Netflix e Rai (compreso l’ultimo Festival di Sanremo), fino all’approdo estivo a Disney+; il tutto, accompagnato da una sporadica attività editoriale, incursioni nel cinema e a teatro, oltre alla prolungata pratica calcistica in diverse serie dilettantistiche.

Stasera, Alessandro Cattelan sarà protagonista al Teatro Clerici di Brescia di «Benvenuto nell’AI», one-man-show in cui si confronta con una materia di strettissima attualità, appunto l’Intelligenza artificiale (in via San Zeno 168, alle 21.15; sono rimasti pochi biglietti di Prima Platea e Tribuna Gold, con prezzi che variano da euro 69 a euro 80,50 + commissioni; info su www.zedlive.com).

Cattelan, che tipo di spettacolo è «Benvenuto nell’AI»: un lavoro a tesi o aperto?

Direi che è uno spettacolo aperto come un browser con tante schede attive. Non è una tesi, perché non voglio convincere nessuno. È più che altro una chiacchierata con il pubblico su un tema che ci riguarda tutti, fatta con curiosità e un po’ di ironia. L’idea è: «Ok, l’intelligenza artificiale è qui, ma che facciamo? Ne abbiamo paura o la invitiamo a cena?».

Che «sentimento» ha maturato nei confronti dell’AI? E, più in generale, verso la tecnologia?

Mi affascina e mi spaventa, come tutte le cose nuove e potenti. La tecnologia mi piace, ma solo se resta uno strumento, la si usa con coscienza e senza diventarne schiavi. L’AI ad esempio può essere rivoluzionaria in campi scientifici o medici, ma poi finisce che la usiamo per i meme e dipendiamo dall’algoritmo che ci indica cosa ci piace e cosa no. Anche con le mie figlie cerco di usare un approccio curioso e responsabile verso il mezzo. Per ora si limitano a seguire i tutorial di trucco su TikTok; ma rimango vigile, perché internet contiene anche diverse insidie per i più piccoli.

Il teatro è l'ultimo suo approdo – per un paio di stagioni, dal 2022, con «Salutava sempre», e quest’anno con «Benvenuto nell’AI» – dopo esperienze di svariato tipo in ogni ambito della cultura e dell'intrattenimento, soprattutto in televisione. Come vi si è approcciato?

Con umiltà e curiosità, come un bambino che entra per la prima volta in un posto pieno di luci e gente che ascolta in silenzio. Il teatro ha un tempo diverso dalla tv: puoi respirare, puoi sbagliare, puoi guardare negli occhi chi ti segue. È un dialogo vero, senza montaggio.

Risponda personalmente a una delle sue domande più note, ispirata da sua figlia e a sua volta ispiratrice del format «Una semplice domanda», realizzato per Netflix nel 2022: come si fa ad essere felici?

Credo che la felicità sia più una questione di momenti, che di stato. Non si è felici sempre, ma si può imparare a riconoscere quando lo si è. E di solito succede quando non ci stai pensando troppo. Tipo quando ridono i tuoi figli o quando ti viene bene qualcosa che non avevi pianificato.

Tra le esperienze di spettacolo che non ha mai fatto, ce n’è una che la attira più di tutte?

Dico spesso la danza... diciamo che ho fatto di tutto e l’ultima cosa che mi manca ancora da esplorare è la carriera da ballerino. Dovrò farmi dare qualche consiglio da Alessandra Celentano (celebre insegnante di danza e coreografa, nipote del Molleggiato e presenza fissa in «Amici» di Maria De Filippi, ndr)! Scherzi a parte, come ho già detto sono una persona molto curiosa e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, quindi ciò che mi attirerà sarà sicuramente la prossima idea a prendere forma!

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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