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Cultura e Spettacoli

MUSICA

Omar Pedrini a Milano per la fine del tour: «Chiudo con un live simbolico»


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22 set 2022, 08:03
Dal suo Fb, Omar Pedrini tra Simone Zoni (a sinistra) e Davide Apollo - Foto Letizia Mugri

Dal suo Fb, Omar Pedrini tra Simone Zoni (a sinistra) e Davide Apollo - Foto Letizia Mugri

«Un’occasione perfetta per chiudere la tournée a modo mio. Non tra lustrini e cotillon, ma dentro un progetto che porta la gioia dell’arte e della musica in un quartiere non propriamente noto per questo...». Ultimo concerto per il 2022 domani, venerdì, a Milano. Si approssima infatti uno di quelli che lo Zio Rock definisce i suoi «pit stop»: un ricovero programmato, «figlio» in questo caso degli altri tre interventi chirurgici (il che porterà il totale a quattro...) dell’anno. Si renderà così necessario «un nuovo periodo di pausa, per guarire bene»; periodo che, per quanto riguarda le esibizioni dal vivo, sarà di qualche mese.

In quella che è ormai la sua città di adozione, Pedrini si esibirà alle 21.30 in piazza Tino Modotti (biglietti in prevendita a 15 euro su Vivaticket), sotto le insegne del «Menotti»: «È il teatro che esce da se stesso ed entra nel territorio». Per la precisione, sotto un tendone da circo (ribattezzato Chapiteau Menotti) allestito per l’occasione, dove, oltre all’artista bresciano, verranno ospitati, nell’arco di qualche giorno, il comico Paolo Rossi, l’Havana Acrobatic Ensemble e altri nomi ancora. «Nel sostenere l’amico Beppe Sala in campagna elettorale - ricorda Pedrini - avevo avuto modo di suggerirgli l’idea di portare la musica nei quartieri e lui l’aveva apprezzata. Mi fa piacere constatare che dopo la ettimana della moda arriva a Milano anche questa. E sono onorato di far parte di un progetto che vede la sinergia di Comune e Regione». A Rogoredo (luogo che, prima che Sky Italia vi si insediasse, era solito salire alla ribalta delle cronache quasi solo per il «bosco della droga») Omar Pedrini si esibirà accompagnato da Simone Zoni e Davide Apollo, per lo spettacolo «Dai Timoria ad oggi», con musica, racconti e aneddoti.

«Quella del trio elettroacustico è - dice - una formula che mi dà molte soddisfazioni, anche perché mi avvicina al teatro canzone». Formula che ha riguardato 24 delle ben 31 date (le altre le ha fatte con la band al completo...) del tour (tardo)primaveril-estivo dello Zio Rock, da cui l’artista ricava «un ottimo bilancio»: «Proprio perché si prefigurava un ricovero, non avevo organizzato un tournée vera e propria. Mi sono limitato, in un certo senso, a mettere in giro la voce. Mai mi sarei aspettato, in un periodo "invaso" da tutti i colleghi che tornavano a fare concerti, di fare così tante serate. Lo considero un mezzo miracolo, anche per la risposta del pubblico, e un viatico per il 2023, per il quale sta lavorando uno staff che mi permetterà di ripartire con tutte le carte in regola».

A «vegliare» su tutto rimarrà sempre il fido manager Andrea Dulio. Ma, intanto, Pedrini ha firmato con l’agenzia Imarts (International Music & Arts) di Francesco Cattini, «che ha uno stile che predilige le proposte d’autore, tant’è che ha seguito sino all’ultimo il compianto Franco Battiato e lavora, ad esempio, con Vinicio Capossela, ed è tornato ad avere come riferimento discografico Stefano Zappaterra.

Singolo in gennaio

A proposito: la preparazione del nuovo album, che uscirà a sei anni di distanza dal precedente, è a buon punto. «Squadra che vince non si cambia - sorride Omar - e dunque... Londra è stata trasferita nel nostro Carmine, nello studio di Carlo Poddighe». Pedrini «approfitterà» della sosta forzata per rifinire i pezzi da consegnare alla Universal e il primo singolo potrebbe uscire in gennaio. Non è ancora perfettamente definito il «taglio» che uscirà dai mix (anche se non dovrebbe mancare l’eco di atmosfere anni Ottanta, un po’ new wave). È certo, comunque, che, per quanto riguarda i testi, vi saranno «temi forti» («È cambiato il mondo, sono cambiato io...») e che l’artista bresciano potrà continuare a farsi chiamare... Zio Rock, in quel rapporto con fan ed estimatori che si è rinsaldato attraverso il tour celebrativo di «Viaggio senza vento».

Proprio con le persone una (ri)presa di contatto avverrà grazie al libro «La locanda dello Zio Rock» (Senza Vento Edizioni e Coop Lombardia), la raccolta degli articoli mensili che Omar Pedrini ha scritto per la rivista Coop: un viaggio attraverso i territori, le cantine, i luoghi amati d’Italia. La distribuzione si avvia ad andare, ora, a pieno regime e Omar conta di effettuare (da fine ottobre/novembre) un giro di presentazione del volume: «Sarà un modo - conclude - per fare comunque una tournée e cominciare a riabbracciare il mio pubblico».

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