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Cultura e Spettacoli

MUSICA E TECNOLOGIA

FluffyAudio, da Brescia una «libreria di campionamenti sonori da tutto il mondo»

Enrico Raggi

Cultura e Spettacoli
4 ott 2022, 07:58
Tre soci: da sinistra Nicola Ziliani, Matteo Melchiori e Olmo Chittò di FluffyAudio - Foto © www.giornaledibrescia.it

Tre soci: da sinistra Nicola Ziliani, Matteo Melchiori e Olmo Chittò di FluffyAudio - Foto © www.giornaledibrescia.it

Tutti i colori del suono. Tutte le voci del mondo. Tutta la musica a portata di mouse. Siete a corto di idee e la pagina bianca vi blocca? Ecco un pacchetto di melodie bell’e pronte, predisposte per ogni tipo di modifica ed elaborazione. Avete in mente uno «Spaghetti western» alla Leone-Morricone e l’ispirazione per la colonna sonora tarda? Un’apposita library vi offre chitarra acustica, banjo, armonica blues, diversi modelli di ocarina, cantante country (voce solista non impostata, con tre diversi tipi di legato), cantante lirico («oooh» e «aaah» inclusi), trombe, archi vintage, corno inglese, ampio campionario di rumori (vento, grida, galoppo, frusta, coyote, avvoltoi, risse in saloon, sparatorie a volontà). Film di fantascienza, horror, thriller, commedie brillanti? Ecco i suoni che fanno per voi.

Il team

FluffyAudio è un’azienda fondata 10 anni fa, specializzata nella produzione di librerie di campionamento sonoro. I suoi clienti sono compositori importanti, attivi tra Hollywood, video giochi, documentari inglesi, serie tv Usa.

La formano Paolo Ingraito, milanese di nascita, cresciuto a Polpenazze, nerd duro e puro, instancabile mente creativa; Olmo Chittò, bresciano, percussionista visionario; Matteo Melchiori, bedizzolese, ingegnere informatico, batterista, chitarrista; Nicola Ziliani, contrabbassista di Botticino, tecnico del suono; Simone Mor.

Il campionamento

«Il campionamento (sampling) consiste nel registrare un suono e creare un software che lo riproduca esattamente come uno strumento vero - spiega Chittò -, dove diventa difficile, quasi impossibile, distinguere il reale dal falso. Offriamo pure suoni elettronici, effetti speciali, ensemble cameristici, percussioni, singole sezioni orchestrali».

Il musicista Simone Mor, fotografato in Asia centrale durante una delle sue ricerche

«Ho iniziato 10 anni fa a campionare il mio pianoforte, un vecchio e morbido Petrof - racconta Ingraito -. Oggi registriamo suoni di Riccardo Fanara (Coma_Cose), Trio Broz, Ensemble vocale Novecento. Ci spostiamo per tutta l’Europa, dove c’è un suono che ci torna utile. Olmo organizza le sessioni di registrazione (di singoli musicisti, cori, orchestre, strumenti, voci, rumori); Simone compone musiche come demo dei prodotti; Nicola taglia e pulisce le registrazioni; io e Matteo ci occupiamo della scrittura dei codici informatici. In Italia esistono diversi sviluppatori di software audio, ma per le librerie di suoni campionati siamo in pochissimi. È un mercato piccolo, di prodotti specializzati, a prezzi generalmente alti, una nicchia nel mondo, una minuscola community di professionisti. Solo nel 2022 abbiamo avuto 29.400 download, una clientela perlopiù americana, molti giapponesi, tedeschi, canadesi. Fra i compositori citabili (per questione di privacy), posso nominare Adam Lukas di Los Angeles (colonne sonore con Hans Zimmer, attivo con la Bbc, National Geographic, Fox, Zdf, Orf), Jake Cadmus, della Florida (musiche per film, tv, videogiochi), il norvegese Raymond Enoksen».

Un coro quasi vero

«Non mancano suoni "speciali" - puntualizza Mor -: strumenti rari e del passato (liuto, cromorno, bombarda, colascione, serpentone), di culture poco conosciute (l’armeno duduk, il tailandese khim, il giapponese Koto), oggetti insoliti (lastre di metallo, pezzi di automobili, olio che frigge, strumenti rotti). Siamo riusciti a ricreare un coro che canta le parole che vuole il compositore (con voci maschili, femminili, bianche)».

«La tecnologia aiuta l’uomo - conclude Ziliani -: macchine a guida intelligente, lettura automatica, Excel... Oggi è possibile "suonare" una grande orchestra attraverso un computer; eppure, di recente, alla Fenice, al termine della "Sagra", ho visto un pubblico under 35 entusiasta, vivo e commosso. Nulla potrà mai sostituire l’essere umano nel suo aspetto irripetibile e non campionabile: la vibrazione della performance dal vivo, l’imprevedibilità dell’interpretazione, la verità dell’emozione».

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