Monte Rossa e Pievalta, inizio 2026 da premio per i vini bresciani

Che siano «fatte in casa» in territori amici, poco importa. I vini bresciani continuano a mietere successi, mettendosi in luce nelle tante (forse anche troppe) classifiche che punteggiano il percorso di wine lover di tutto l’orbe terracqueo.
Bollicine
Cominciamo dalle bollicine, da anni emblema della produzione bresciana. È notizia di inizio anno che il Cabochon Fuoriserie N°025 Brut (uno dei prodotti di punta della cantina Monte Rossa di Cazzago San Martino) è stato inserito nella Top 10 Wine of the year 2025 – Italy pubblicata da Decanter. La graduatoria, redatta da James Button, vede Cabochon Fuoriserie come unica etichetta franciacortina rappresentata.

«Sono davvero onorato – ha detto Emanuele Rabotti, patron della cantina Monte Rossa e ideatore del brand Cabochon – del fatto che Decanter abbia inserito il nostro Cabochon N.025 nella classifica Wine of the Year 2025 dedicata all’Italia. Un prestigioso riconoscimento che premia non solo il nostro come unico Franciacorta in “Top 10”, ma anche l’eccezionalità del territorio da cui nasce e la dedizione di una squadra instancabile. Questo premio ci incoraggia a proseguire nel nostro lavoro quotidiano, fatto di viticoltura rispettosa, qualità senza compromessi e un vino capace di raccontare, sorso dopo sorso, la nostra identità».
Nelle Marche
Rimaniamo in Franciacorta ma, nello stesso tempo, spostiamoci verso il centro Italia. Per la precisione a Pievalta, nelle Marche, dove la cantina Barone Pizzini gestisce una tenuta che sta dando parecchie soddisfazioni. Con il San Paolo Riserva 2021 la cantina marchigiana è infatti entrata nella «Top 100 Value Wines 2025 – Everyday Gems» di JamesSuckling, piazzandosi al nono posto.
La graduatoria stilata dal sito web statunitense non solo valuta la qualità dei vini selezionati, ma anche la convenienza. Questa la scheda redatta: «Il Pievalta Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico San Paolo Riserva, nell’annata 2021, conferma l’elevata qualità dei vini bianchi italiani di oggi, capaci di unire potenziale di invecchiamento e misura stilistica. Un bianco classico italiano, rigoroso e centrato, che nel calice esprime energia, tensione e grande slancio».
Si tratta di un risultato di prestigio, che arriva dopo i 98 punti (su 100) assegnati sempre da JamesSuckling al Bagnadore Rosè Riserva 2011.
Il San Paolo (€ 25 a scaffale), già pluripremiato, entra nella Top 100 globale, una selezione frutto della degustazione di circa 45mila vini provenienti da decine di Paesi valutati con criteri rigorosi che privilegiano la combinazione di qualità, identità territoriale e accessibilità economica, valorizzando bottiglie capaci di distinguersi non solo per il punteggio, ma per il valore complessivo offerto al consumatore.

«È un risultato – ha sottolineato Silvano Brescianini , ceo di Barone Pizzini – che premia oltre 20 anni di passione e scelte, prima di territorio individuando i Castelli di Jesi, poi in vigna, sostenendo la biodiversità, e infine in cantina dove abbiamo privilegiato il rispetto della materia prima, ma tutte dettate da una filosofia produttiva molto netta e precisa che ci ha permesso di ottenere vini longevi, fini ed eleganti oltre che dalla spiccata personalità e che vogliono riflettere l’identità di questo territorio».
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