Vocazioni in crisi, quest’anno nessun nuovo prete a Brescia

Era già successo nel 2014. Nel 2023 erano stati sette, in Seminario 19 ragazzi. Sacerdoti in continuo calo: nel 2040, secondo le proiezioni, solo 212 saranno operativi
Un momento della celebrazione di consacrazione dei nuovi sacerdoti - © www.giornaledibrescia.it
Un momento della celebrazione di consacrazione dei nuovi sacerdoti - © www.giornaledibrescia.it
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Se utilizzassimo criteri mondani (dai quali peraltro papa Francesco mette sempre in guardia) dovremmo scattare una fotografia impietosa della Chiesa bresciana (e non solo di quella): i preti sono sempre meno, sempre più vecchi e il tutto in una società secolarizzata che pensa di poter far a meno di loro.

Come se non bastasse, a giugno non verrà ordinato nessun nuovo prete; un’annata senza «novelli», com’era già accaduto nel 2014, unico precedente. Fortunatamente i parametri della Chiesa non sono quelli di una società per azioni, ed ecco quindi che di abbandonarsi allo sforzo non ci pensa certo.

I numeri

Paolo VI definiva i preti «atleti dello spirito», e per affrontare la vita sacerdotale esortava a «mettere le anime in assetto di ginnastica spirituale, di alacrità, di agilità».

Paziente, magnanimo, mite, misericordioso. Lontano dalla maldicenza e dal pettegolezzo, disinteressato al confronto invidioso. La gratuità come stile di vita. E ancora, lievito che fa fermentare, sale che dà sapore, luce che orienta e consola. È questo il ritratto del prete secondo il vescovo Pierantonio Tremolada. Non poca cosa, oggi poi.

Scegliere di farsi prete non è mai stata una scelta facile, sia chiaro, ma nel contesto attuale ha quasi i contorni dell’eroico. Restiamo un attimo ai freddi (e spietati) numeri. Un esempio: il 9 giugno 2001 il vescovo Giulio Sanguineti consacrava 14 nuovi sacerdoti, l’anno successivo i sacerdoti novelli erano ben 17. Ancora, nel 1975 erano stati ordinati ben 27 nuovi sacerdoti, nel 2009 erano crollati a 3, nel 2014 l’annus horribilis con nessun nuovo prete.

Dal 2015 la media è stata di circa 4 nuovi preti ogni anno, nel 2023 sono stati ben sette. Il bacino da cui attingere è letteralmente crollato, nel 2000 i seminaristi erano 162, di cui 78 in teologia; nel 2021 erano 35, di cui 28 in teologia. Oggi (dati dell’ultimo annuario diocesano) i seminaristi sono 19. Di fatto esiste solo quello che un tempo era il Seminario maggiore, quello minore è stato chiuso pochi anni fa (erano rimasti solo 7 ragazzi) e sostituito con un percorso vocazionale più rispondente al nostro tempo.

Impegno

Don Sergio Passeri, rettore del Seminario, ha una posizione molto chiara sulla questione. E soprattutto non ama il tema «confronto con il passato». «Se ripenso a quando sono diventato prete io - ci ha raccontato - posso dire di aver goduto del privilegio di una fiducia, diciamo così, preventiva, oggi purtroppo devo ammettere che questi giovani rischiano invece di essere visti con sfiducia, sempre preventiva. Questa è la situazione attuale, ma io dico: questi ragazzi meritano credito, dimostreranno certamente che è stato in loro ben riposto». Commentando chi sceglie di entrare in Seminario (e diventare sacerdote): «È un salto esistenziale notevole, ammetto che guardo sempre con piacevole stupore a chi nel terzo millennio fa questa scelta di vita coraggiosa».

Questa l’analisi del sociologo Gabriele Ringhini: «Sorprendente per l’inattesa rapidità è il calo, anzi il tracollo dei seminaristi, un fenomeno ritenuto tanto irreversibile da provocare addirittura la vendita del nuovo Seminario inaugurato nei recenti anni Sessanta (oggi sede del campus dell’Università Cattolica, ndr). Le ordinazioni, ormai al lumicino, si contano sulle dita di una mano, se va bene e non sempre ogni anno; un tempo non lontano erano mediamente attorno ai 25/30 all’anno, un numero ampiamente sufficiente per il ricambio generazionale».

Speranza

Attualmente (sempre dati dell’annuario) i sacerdoti sono 650 (circa 450 quelli operativi); le proiezioni dicono che nel 2040 i preti bresciani saranno 430, poco più di 210 quelli ancora operativi, quindi la metà avrà oltre 75 anni. Nel 2000 i sacerdoti erano 918, e se i religiosi sono rimasti pressoché stabili (oggi 292 rispetto ai 282 di venticinque anni fa), le suore sono passate da 2.308 a 800. Numeri risicati, ma la fiammella è accesa. La Chiesa bresciana resta in campo (come si usa dire) con coraggio e tenacia. E fede.

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