«Ho scelto Desenzano dove ho trasferito me stesso, mia moglie, i libri»

«Ho scelto Desenzano dove ho trasferito me stesso, mia moglie, i molti libri della biblioteca specializzata in storia delle religioni. Sono qui da più di 10 anni; non mi sono mai pentito della scelta - scrive -. Mi trovo bene, ovviamente anche per la bellezza del luogo anche se sempre più minacciato».
Vittorio Messori racconta di aver ben presto scoperto l'abbazia di Maguzzano. «Il chiostro è tra le cose più belle del rinascimento lombardo – racconta – e la chiesa, coeva, ha un'armonia e un fascino singolari ma soprattutto avvertii il fascino del luogo, ancora avvolto nel verde. Divenni ben presto amico dei religiosi della comunità di don Calabria. Col passar del tempo Maguzzano mi "entrava dentro". Grazie all'amicizia generosa dei figli di don Calabria ho potuto occupare alcuni locali dove ho installato lo studio, l'archivio e i libri di maggior consultazione. Confesso però che ogniqualvolta imbocco la tangenzialina e svolto in via Maccarona c'è qualcosa che insidia la mia contentezza. È la consapevolezza che l'ancor bellissimo ambiente verde è fragile e a grave rischio. Troppo bello è il luogo per non attirare quella pericolosa attenzione dei costruttori che ha sfondato, sfigurato, spalmato di cemento pressoché tutte le rive, anzi tutti i dintorni del lago».
La preoccupazione per l’ambiente
«Per quanto l'ambiente resterà ancora integro? So che è intenzione del Comune prevedere qui una zona tutelata a parco. Mi permetto di dire, e con me tanti altri che si sono attivati scrivendo una petizione, che è un'intenzione da incoraggiare e sorreggere in ogni modo. Questo brano di Garda salvatosi quasi per miracolo non è soltanto splendido sul piano paesaggistico, è legato direttamente alla storia dell'abbazia e del Comune. La via Macarona, stando a molti storici non è una stradetta qualunque, è l'ultimo tratto superstite della grande via romana Emilia-Gallica che da Milano conduceva all'Adriatica. Qui sopravvivono le opere idrauliche costruite nel Medioevo dai benedettini. È insomma una zona unica e preziosa. La soluzione del parco più che auspicabile sembra doverosa così da proteggere tutta l'area dell'abbazia. Su questa già incombono dalle colline ad ovest due terribili ville con gigantesche coperture in cemento armato. Sulla collina di Barcuzzi si sta terminando un grande complesso che rovina il placido panorama della collina. Proprio lì si doveva costruire, solo per permettere alle agenzie di offrire per seconde case abitate 10 giorni all'anno la vista lago?». «È urgente intervenire per salvare il salvabile e con fiducia accogliamo l'impegno dei responsabili del Comune di lavorare per un "Parco dell'abbazia di Maguzzano"».
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