Cronaca

Vertice Trump-Xi: intesa sui mercati, ma resta il nodo Taiwan

Faccia a faccia di due ore a Pechino tra i due leader. Trump incassa le promesse di apertura economica alla presenza di Musk e Huang, ma Xi avverte sui rischi di scontro geopolitico: «Partner e non rivali, ma serve cautela»
Xi Jinping e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Xi Jinping e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Due ore di faccia a faccia per ridisegnare gli equilibri del globo e scongiurare i venti di crisi. Il vertice bilaterale tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, conclusosi stamattina alla Grande sala del popolo di Pechino, si chiude con un fitto scambio di promesse economiche e l’auspicio, sponda cinese, che il 2026 possa rivelarsi un «anno storico e di svolta» per i rapporti tra le due superpotenze.

I big dell'economia al tavolo

I toni felpati della diplomazia hanno aperto la strada a una distensione che parla soprattutto la lingua degli affari. Accompagnato da una delegazione di altissimo profilo — che schiera i vertici del capitalismo americano, da Elon Musk (Tesla e SpaceX) a Jensen Huang (Nvidia) — Trump ha incassato l'apertura di Xi.

Il leader cinese ha promesso che Pechino «aprirà ancor di più le porte», offrendo alle aziende d'oltreoceano «prospettive ancora più ampie». Parole a cui il tycoon ha risposto parlando di un «futuro favoloso» e blindando l’intesa personale: «È un onore essere tuo amico, il rapporto tra Cina e Stati Uniti sarà migliore che mai».

I nodi geopolitici e l'ombra di Taiwan

Dietro i sorrisi e i reciproci elogi — con Trump che ha pubblicamente difeso la definizione di Xi come «grande leader» — il tavolo ha dovuto però affrontare i dossier più caldi della geopolitica mondiale. Secondo quanto comunicato dal ministero degli Esteri di Pechino, i due capi di Stato hanno analizzato la situazione in Medio Oriente, la crisi in Ucraina e le tensioni nella penisola coreana.

Ma è sulla questione di Taiwan che la Cina ha voluto tracciare una linea rossa invalicabile. Citando lo storico greco Tucidide per ribadire che le due potenze devono essere «partner, non rivali», Xi Jinping ha ammonito l'omologo americano: la gestione del dossier di Taipei resta il tema più sensibile. «Se non gestita correttamente – ha avvertito il leader cinese tramite i media statali – i due Paesi potrebbero scontrarsi o entrare in conflitto, spingendo l'intero rapporto sino-americano in una situazione molto pericolosa».

Il vertice si chiude così tra la ricerca di una stabilità economica globale e la consapevolezza che la rotta della «gigantesca nave» delle relazioni bilaterali, per quanto condivisa, resta stretta e priva di margini d'errore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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