Cronaca

Vedovo e padre di due figli: per i giudici può restare in Italia

La decisione del Tribunale dei Minori di Brescia è nell’interesse dei due ragazzi: al centro la vicenda di un uomo di 50 anni albanese
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Un padre con il proprio figlio (foto d'archivio)
Un padre con il proprio figlio (foto d'archivio)

Da quando è rimasto vedovo è diventato l’unico punto di riferimento per i suoi due figli. Un padre che, nonostante le difficoltà, ha sempre cercato di garantire ai bambini una vita il più possibile serena, nonostante la morte della madre e le disabilità che affliggono i ragazzi, gemelli di 14 anni.

E proprio questo legame è alla base della decisione presa dal Tribunale per i Minorenni di Brescia, che ha autorizzato un 50enne di origini albanesi a rimanere in Italia, riconoscendo che farlo tornare in Albania sarebbe stato un colpo troppo duro per la stabilità dei bambini.

«Si ritiene che la permanenza del padre in Italia sia nell’interesse dei minori, considerata la loro condizione e la necessità di mantenere un supporto psicologico e affettivo stabile», si legge nel decreto, che ha accolto il ricorso dell’uomo.

La vicenda

Da quando la madre è venuta a mancare nel 2022, infatti, il padre è stato l’unico a occuparsi della loro crescita. Senza di lui, i bambini avrebbero perso l’unico punto di riferimento che conoscono, visto che ormai da anni vivono in Italia e sono inseriti nel tessuto sociale del paese. E per questo anche rimandare in patria l’intero nucleo familiare è stata un’ipotesi scartata dai giudici.

L’uomo, residente nel Bresciano dal 2002, si era visto negare inizialmente la possibilità di rimanere in Italia. Tuttavia, il Tribunale ha deciso di ribaltare la decisione, tenendo conto delle esigenze familiari e della difficile situazione in cui i bambini si trovano.

Il decreto

«I figli del ricorrente sono inseriti nel tessuto sociale del territorio e hanno bisogno della figura paterna, anche per la grave perdita della madre», recita la sentenza.

Nel pronunciarsi, il tribunale ha preso atto della buona condotta del genitore che, nonostante qualche ombra del suo passato legata al periodo in cui perse il lavoro, avrebbe dimostrato di essere un genitore «che si è occupato con attenzione e cura dei figli».

Con il decreto, il 50enne avrà la possibilità di restare in Italia per i prossimi due anni, ma la decisione potrà essere rinnovata e diventare definitiva.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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