Cronaca

Vedere l’invisibile con la Lampada di Wood

All’interno della mostra Delitti Bresciani approfondimenti sulle diverse tecniche scientifiche
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

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Come la lampada UV rende visibile ciò che l’occhio non vede

Durante un’indagine serve anche vedere l’invisibile. E la Sezione Investigazioni Scientifiche ha uno strumento anche per quello. Si tratta della Lampada di Wood.

Questa particolare attrezzatura, che prende il nome dello scienziato statunitense Robert Williams Wood o che viene chiamata anche luce nera, è composta da una sorgente luminosa che emette radiazioni elettromagnetiche prevalentemente nella gamma degli ultravioletti e, in misura trascurabile, nel campo della luce visibile. In molti campi la Lampada di Wood è anche detta semplicemente «lampada UV».

Quando viene usata 

Viene utilizzata in ambito forense per evidenziare tracce e reperti non visibili a occhio nudo. In particolare, viene impiegata per rivelare impronte digitali, tracce di sangue, residui di sostanze chimiche, verificare l'autenticità di documenti e banconote, per esaminare opere d'arte e altri oggetti sia per stabilirne l’origine o individuare residui.

Anche questa tecnica viene illustrata e spiegata all’interno di Delitti Bresciani, la mostra che racconta i 25 anni della Sezione Investigazioni Scientifiche dei carabinieri di Brescia. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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