Vede una donna riversa in un fosso a Travagliato e la salva: «Ho temuto il peggio»

Ore sei e trenta del mattino, buio, freddo e nebbia della Bassa bresciana. E una donna in pigiama e ciabatte riversa in un fosso dentro l’acqua gelida. «Pensavo fosse morta. Ero spaventato e anche sorpreso, ma non ho esitato ad intervenire» racconta Giovanni Prandi. Farmacista di professione e runner per passione. Ieri mattina era a Travagliato, nelle vie tra i campi, per allenarsi.
Il ritrovamento
«Ho visto una sagoma nell’acqua, mi sono fermato per guardare meglio e ho capito che era una persona. Non volevo crederci». L’intervento è stato immediato. «La signora era in pigiama, con il volto segnato per la caduta nel fosso. L’ho tirata fuori dall’acqua e dopo un iniziale stato di incoscienza la signora si è ripresa, ma era disorientata e spaventata. Mi ripeteva il suo nome e diceva di essere di Castrezzato, ma era visibilmente in stato confusionale».
Il farmacista, che lavora a Torbole Casaglia, non è stato in grado di chiamare immediatamente i soccorsi. «Ero uscito per correre prima di andare a lavorare e non avevo il cellulare. Allora ho adagiato a terra la donna, l’ho tranquillizzata e le ho chiesto di aspettarmi che sarei tornato nel giro di pochissimo e sono corso a casa. Ho chiesto a mia moglie di darmi una coperta, ho spiegato velocemente la situazione che mi era capitata e in auto sono tornato dalla donna per aiutarla».
La signora salvata, sotto choc, con il pigiama fradicio e infreddolita, non si era mossa. «L’ho fatta sedere in auto, ho chiamato l’ambulanza e per agevolare l’intervento ho accompagnato la donna davanti alla caserma dei Carabinieri di Travagliato dove poi è stata presa in carico dai soccorritori e dai militari».
In salvo
Si tratta di un 73enne che si era persa e che è poi stata affidata ai familiari e trasportata in ospedale per accertamenti. Gli inquirenti escludono la presenza di segni di violenza. Non si sa quanto tempo abbia passato fuori casa. Il dubbio è che sia stata per strada tutta notte dopo aver perso l’orientamento.
«Probabilmente però era caduta nel fosso poco prima che passassi io alle sei e trenta del mattino perché l’acqua era troppo fredda per resistere in vita a lungo» ipotizza Giovanni Prandi. «Come potevo fare finta di nulla?» si chiede il farmacista. «Non sono un eroe, ho solo fatto quello che andava fatto».
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