Marone, la valle dell’Opolo ancora invasa dai rifiuti

Flavio Archetti
Sacchi neri, plastica e calcinacci abbandonati nei boschi: era accaduto anche negli anni scorsi. Ora il giro di vite con maxi multe fino a 3.000 euro, e la possibilità di sequestrare il veicolo
Rifiuti abbandonati tra i rami e gli arbusti nella valle dell'Opolo - © www.giornaledibrescia.it
Rifiuti abbandonati tra i rami e gli arbusti nella valle dell'Opolo - © www.giornaledibrescia.it
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Era già successo l’anno scorso, proprio in questo periodo, ma anche l’anno prima e quello prima ancora. Il malcostume di utilizzare il bosco della valle dell’Opolo – sia nella zona alta vicina alla Madonna della Rota, sia in quella sotto il viadotto della provinciale 510 – non vuol finire. Anzi, quest’anno è andata anche peggio, con rifiuti sparsi in diverse zone, tra cui anche la strada che porta alla croce di Marone e il parcheggio delle falesie di roccia utilizzato dagli sportivi appassionati di scalate.

Gli accumuli di sporcizia trasformano per qualche settimana i piedi di alberi, arbusti e angoli di prato in immondezzai, deteriorando la natura e dando impressione di trascuratezza ai visitatori che raggiungono la montagna sebina, quando invece il Comune si adopera ogni giorno per presentare il territorio quanto più curato possibile.

Tra gli alberi

«Quest’inverno – come spiegato dal vicensindaco Mauro Zanotti – il problema è stato rilevato maggiormente nella zona alta della valle dell’Opolo, già oggetto di depositi l’anno scorso, quando liberandola avevamo riempito il cassone di un trattore. Si trova di tutto, dai sacchi neri pieni di rifiuti indifferenziati, al materiale edile (mattoni e pezzi di muro), passando per plastica, piatti rotti e scarti organici o vegetali. In passato nella zona della Valpintana, sotto il viadotto, avevamo trovato cassette piene di arance e mandarini, e l’anno prima addirittura un cumulo di sardine sversate sul terreno».

«In Valpintana poi, alle porte dell’abitato, il bosco viene insozzato anche con borsine lanciate dalle macchine in transito sulla 510 a monte, che a volte rimangono appese ai rami creando uno spettacolo tanto brutto da vedere quanto vergognoso e dannoso per tutti i maronesi, perché il recupero costa soldi che poi vengono sborsati dall’intera comunità – prosegue Zanotti –. Diciamo e ripetiamo di continuo che in paese abbiamo una discarica aperta anche il sabato e la domenica, sia in inverno sia in estate e che portare i rifiuti all’isola ecologica non costa nulla, ma le cose non migliorano».

Sequestro del veicolo

Da qualche settimana una nuova legge rende punibile l’abbandono di rifiuti su suolo pubblico, anche vicino ai cassonetti o alle discariche, con multe fino a 3.000 euro e con il sequestro del veicolo se il gesto è compiuto scaricando il materiale da un’auto o un camioncino. Che possa essere questo un nuovo deterrente efficace?

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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