In Valcamonica psicologhe itineranti per aiutare i giovani

Anche gioco, trekking e animali come terapia nel progetto del Solco e diversi partner
Sos. La pandemia e pressioni familiari e sociali gravano sui giovani
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Non è facile riconoscere e accettare il disagio, soprattutto nei giovanissimi. E rivolgersi a un medico, in ospedale o dallo psicologo per curarsi lo è ancora meno. È proprio per questo che dai prossimi giorni un’équipe itinerante di psicologhe si sposterà per tutta la Valcamonica, per raggiungere i ragazzi in difficoltà, spesso isolati socialmente, laddove vivono e si ritrovano «senza costringerli a lasciare i loro porti sicuri». È il progetto «Io dentro e fuori di me», realizzato dal consorzio Solco camunia con una serie di partner e soggetti aderenti alla rete.

Come funziona

Le professioniste non metteranno in atto semplici consulenze o ascolto, ma attiveranno metodi sperimentali e coinvolgenti, adatti alla fascia d’età cui si rivolgono, come game therapy, trekking therapy, pet e art therapy, oltre a momenti formativi per genitori, educatori e operatori. L’intervento includerà percorsi psicologici individuali e di gruppo, consulenze specialistiche e attività psico-educative per aiutare i ragazzi a superare il loro disagio, con strumenti che aiuteranno a riconoscere e affrontare precocemente i bisogni dei giovani, alternando attività strutturate e destrutturate, come aperitivi tematici e racconti di esperienze finalizzate a coinvolgere anche chi fatica ad aprirsi.

Supporto

«Io dentro e fuori di me» si rivolge principalmente a preadolescenti e adolescenti d’età compresa tra 11 e 17 anni, fascia particolarmente colpita dagli effetti del Covid e da altri disagi come la pressione sociale, il bullismo, l'individualismo e la marginalizzazione. Basti dire che gli accessi alla Neuropsichiatria infantile, in Valle, erano tra 5 e 10 pre-Covid, mentre oggi sono oltre cinquanta.

«L’intento è supportare i giovani in difficoltà – spiega il presidente di Solco camunia Cristian Ramus –, destinando attenzione a chi vive situazioni di vulnerabilità e disagio. Nasce dalla volontà di un intero territorio di promuovere azioni congiunte e trasformative, volte al benessere emotivo, psicologico e relazionale degli adolescenti in situazioni di fragilità, sia precoce sia conclamata».

Un tassello che, a inizio aprile, vedrà porre un nuovo mattone, con l’apertura, nel recinto dell’ospedale di Esine, di un nuovo centro diurno della neuropsichiatria

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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