Università, Statale e Cattolica restano nella mappa delle eccellenze

Nella prestigiosa classifica Arwu di Shanghai i due atenei mantengono la propria posizione
La facoltà di ingegneria della Statale e la sede di via Trieste della Cattolica © www.giornaledibrescia.it
La facoltà di ingegneria della Statale e la sede di via Trieste della Cattolica © www.giornaledibrescia.it
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Nella mappa globale dell’eccellenza accademica c’è anche un pezzetto di Brescia. L’edizione 2025 della classifica di Shanghai (Arwu), una delle più autorevoli graduatorie universitarie internazionali, assegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore un posto nella fascia 401-500 e all’Università degli Studi di Brescia la fascia 601-700. Due risultati distinti, che riflettono strategie e vocazioni differenti, ma che segnano comunque la presenza bresciana tra le élite accademiche mondiali.

Solidità

Se la Cattolica conferma la propria solidità globale, sono le discipline mediche e ingegneristiche a dare visibilità internazionale agli studi di Brescia, che ottengono piazzamenti di rilievo nella classifica per materie. L’ateneo bresciano si colloca tra i primi 150 al mondo nella tecnologia medica, tra i primi 300 nella sanità pubblica e nella medicina clinica, tra i primi 400 nell’ingegneria meccanica e tra i primi 500 nell’ingegneria ambientale. Un riconoscimento che premia le aree di ricerca in cui l’università ha costruito negli anni una reputazione scientifica solida e riconosciuta.

La Cattolica, che con la sede bresciana contribuisce al posizionamento complessivo dell’ateneo, risente dei criteri della graduatoria Arwu, che tendono a sfavorire gli ambiti umanistici e socioeconomici, storicamente più rappresentativi nella sua offerta formativa. Il risultato nella fascia 401-500 conferma comunque una presenza costante tra le prime cinquecento università al mondo, frutto di una progettualità ampia e multisede.

Parametri

La classifica Arwu, a cura dell’organizzazione indipendente Shanghai Ranking Consultancy, viene pubblicata ogni anno nel giorno di Ferragosto. Si basa su parametri fortemente quantitativi, che includono la presenza di premi Nobel e medaglie Fields tra alumni e docenti, articoli pubblicati su riviste di altissimo impatto come «Nature» e «Science», ricercatori altamente citati e produttività scientifica. Una metodologia che tende a privilegiare gli atenei di grandi dimensioni e ad alta intensità di ricerca, specie in ambito tecnico-scientifico. La graduatoria considera le migliori mille università su oltre 2.500 censite e circa 18.000 stimate al mondo.

Al top

Nel contesto italiano l’università con il miglior posizionamento resta la Sapienza di Roma, unica nella fascia 101-150. Tra le prime 300 si collocano anche gli atenei di Milano, Padova, Bologna, Napoli Federico II, Pisa e Torino.

A livello globale la graduatoria 2025 conferma il dominio statunitense. Harvard guida ancora una volta il ranking (la prima piazza è sua da ben ventitré anni, ossia da quando esiste la Arwu), seguita da Stanford, Mit, Cambridge e Berkeley. Completano la top ten Oxford, Princeton, Columbia, Caltech e Chicago. Otto delle prime dieci posizioni sono occupate da università a stelle e strisce, con le britanniche Cambridge e Oxford uniche eccezioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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