Ha passato una settimana in custodia cautelare agli arresti domiciliari per rapina aggravata. Con l’accusa di aver partecipato all’imboscata, organizzata da un complice, ad un giovane accalappiato su un sito internet di vendite online; di aver attirato la vittima in trappola alla fermata della metro «Casazza», di averle puntato un coltello alla gola, di averla minacciata di morte, e di essersi fatto consegnare un iPhone 15 e 680 euro in contanti, prima di andarsene in tutta fretta a bordo di un monopattino. Ha trascorso sette giorni inchiodato in casa per colpe altrui; quelle del vero rapinatore che nel frattempo ha fatto perdere le sue tracce e che, soprattutto, nemmeno gli somiglia.
Alibi
Vittima del più classico scambio di persona, al quale è stato posto rimedio venerdì, è un giovane nato a Desenzano da una famiglia di origini senegalesi che ha festeggiato i suoi primi 23 anni pochi giorni fa, proprio mentre si trovava ai domiciliari.




