Cronaca

Un calco per provare una impronta 3d

Un’altra delle tecniche per le investigazioni scientifiche illustrata nella mostra Delitti Bresciani
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

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Quando un’impronta diventa prova: il calco in gesso nelle indagini

Un calco di gesso per repertare un’impronta è una tecnica poco diffusa, ma che può essere molto utile perché permette di individuare aspetti tridimensionali che possono poi rilevarsi determinanti in fasi di indagine o di riscontro. Per questo è comunque uno degli strumenti a disposizione della Sezione Investigazioni Scientifiche che lo utilizza soprattutto quando il reato sul quale deve lavorare è avvenuto in zone di campagna.

A Brescia, per esempio, è stato determinante per l’omicidio di Stefania Crotti, uccisa in provincia di Bergamo ma il cui cadavere era stato abbandonato in Franciacorta.

Capire meglio come questa tecnica viene messa in campo è una delle opportunità che offre Delitti Bresciani, la mostra che celebra i 25 anni della Sezione Investigazioni Scientifiche dei carabinieri di Brescia. 

In ambito forense, il calco in gesso di un'impronta è una tecnica utilizzata per rilevare e conservare tracce di vario tipo (come impronte di scarpe, pneumatici, o altri oggetti) presenti su superfici o nel terreno.

Il calco permette di ottenere una riproduzione tridimensionale dell'impronta, utile per l'analisi e la comparazione con altri elementi raccolti sulla scena del crimine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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