Cronaca

Un anno dopo il nubifragio com’è la situazione a Mazzano e Ciliverghe

A quasi 365 giorni di distanza c’è chi ancora non ha potuto fare ritorno a casa
Nadia Lonati
Com'era e com'è: il condominio di Ciliverghe con il tetto scoperchiato dalla tromba d'aria del 21 luglio 2023 e come si presenta oggi - © www.giornaledibrescia.it
Com'era e com'è: il condominio di Ciliverghe con il tetto scoperchiato dalla tromba d'aria del 21 luglio 2023 e come si presenta oggi - © www.giornaledibrescia.it

L’ultima colazione tra quelle mura che vivevano quotidianamente l’hanno fatta ormai dodici mesi fa e anche domenica, ad un anno esatto dal violentissimo nubifragio che in poco più di dieci minuti ha spazzato via il tetto della loro casa e la sicurezza degli spazi domestici, saranno costretti a farla altrove.

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Il tetto della casa crollata a Ciliverghe

Perché la palazzina in cui vivevano, sebbene per lo più ripristinata, non è ancora agibile, e con ogni probabilità non lo sarà almeno fino a settembre. A quasi 365 giorni di distanza dalla tromba d’aria che attorno all’ora di pranzo del 21 luglio scorso ha sferzato il territorio di Mazzano, infierendo particolarmente sulla frazione di Ciliverghe, con la parrocchiale e un condominio finiti nell’occhio del ciclone, mancano ancora alcuni tasselli per poter tornare alla normalità.

La situazione più seria la stanno tutt’ora vivendo le famiglie che abitavano la palazzina di via della Conciliazione, il cui tetto era stato sollevato e per buona parte scaraventato tutto attorno dalla furia del vento, eccezion fatta per una porzione rimasta invece pericolosamente a penzoloni sulla strada sottostante.

Chi ancora non è tornato a casa

In particolare sono sette, uno dei quali con anziani e tre con minori, i nuclei famigliari ancora sfollati, mentre un ottavo, che era in affitto, ha trovato definitiva sistemazione altrove: «Siamo stanchi - confidano alcuni inquilini - abbiamo voglia di rientrare nelle nostre case, ma siamo in attesa che venga data l’agibilità dello stabile (da parte dei Vigili del Fuoco, ndr). Tetto e copertura sono stati rifatti, ma manca ancora il ripristino delle canne fumarie e il posizionamento del camino delle caldaie: fino a quando non saranno ultimati, dovremo continuare ad alloggiare altrove. E da certificare poi ci saranno gli impianti esistenti».

Lungaggini

A determinare le lungaggini i costi non indifferenti delle operazioni (si parla di decine di migliaia di euro), e difficoltà di reperimento del materiale prima e disponibilità delle ditte poi, oltre a questioni burocratiche: «Rientriamo di tanto in tanto a recuperare qualcosa, c’è chi quotidianamente torna qui per controllare l’orto - proseguono -, ma non possiamo rimanere e questo stallo è pesante, il protrarsi di tempi e lavori porta ad un inevitabile scoramento. Speriamo che dopo l’estate si possa arrivare alla definitiva soluzione».

Chiesa e oratorio

Quest’ultima pare più vicina per gli spazi della parrocchia ciliverghese. Della stessa, ad essere danneggiati erano stati la chiesa - pure scoperchiata e conseguentemente rimasta inagibile per qualche tempo, con le funzioni spostate nel salone dell’oratorio - e tensostruttura e tendoni dell’oratorio, parte del tetto dello stesso, nonché di quello della canonica, giochi, e gazebo e una torre faro del campo era stata abbattuta.

La parrocchiale nel 2023 e com'è oggi - © www.giornaledibrescia.it
La parrocchiale nel 2023 e com'è oggi - © www.giornaledibrescia.it

Per quanto riguarda la parrocchiale, se si sta ultimando il portichetto esterno, copertura e tetto sono stati ripristinati, altrettanto è stato fatto per l’oratorio, ed ora si procederà con il tetto della canonica. In questo caso le operazioni cominceranno lunedì, e per permettere lo svolgimento dei lavori in sicurezza, su via Matteotti sarà istituito il senso unico alternato. Prossimamente, poi, si andrà ad agire sull’interno della chiesa intitolata a San Filippo Neri, il cui soffitto e le cui pareti sono stati deteriorati dalle infiltrazioni e che al momento sono ancora troppo bagnati per consentire interventi.

Nel comune

Guardando ai danni sul patrimonio comunale, invece, questi hanno riguardato per lo più segnaletica e cartellonistica stradale e il verde pubblico, che ha pagato il conto maggiore con centinaia di alberi sradicati, abbattuti e spezzati dal vento. Non bastasse, tre giorni più tardi il territorio è stato colpito anche da una pesante grandinata che ha scaricato sul comune chicchi di grosse dimensioni: cittadini e aziende si sono ritrovati con coppi, vetrate e pannelli degli impianti fotovoltaici rotti, automobili dalle carrozzerie ammaccate e antenne e cancellate divelte o compromesse. Lunghi i tempi per le manutenzioni a causa delle tante richieste e della difficoltà di reperire i materiali. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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