Ultimi ritocchi per la Pinacoteca di Rovato: ci saranno 150 opere

Ultimi ritocchi a Rovato per la Fram, la pinacoteca che – negli auspici del Comune – dovrebbe rappresentare la prima pietra concreta della riqualificazione dell’area mercatale tra piazza Garibaldi e via Martinengo Cesaresco, partita nel 2020 in accordo con Regione Lombardia. L’edificio polifunzionale sorto (non senza polemiche, in particolare da parte delle opposizioni) al centro del Foro Boario è agli ultimi ritocchi. Oltre alla sistemazione esterna, si sta lavorando per posizionare gli ascensori e alcune finiture. Tutto dovrebbe comunque essere pronto per domenica 22 marzo, data clou dell’edizione 2026 di Lombardia Carne, che quest’anno andrà a coincidere con il taglio del nastro.
I dettagli
Cosa ci sarà, quindi, dentro la pinacoteca? A spiegarlo è Beppe Bonetti, artista di Rovato di caratura internazionale, anima dell’iniziativa: «Da un lato avremo 24 opere di Gerolamo Calca», uno degli artisti più importanti della storia rovatese, pittore acclamato dentro e fuori i confini nazionali, tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo; «Dall’altro lato – aggiunge ancora Bonetti – ci saranno un’ottantina di opere di artisti moderni e contemporanei, a cui aggiungere una quarantina di opere mie, che resteranno sempre dentro la collezione. In totale, quindi, parliamo di circa 150 opere d’arte, che verranno lasciate in comodato d’uso».

Questo attraverso un accordo tra l’Amministrazione comunale di Rovato e la Fondazione Bonetti – Zucchetti, creata appositamente dall’artista per ricordare anche la parabola artistica e di vita della moglie, la poetessa Angela Maria Zucchetti, scomparsa due anni fa. Le opere in mostra arrivano direttamente da quelle raccolte, in una vita dedicata all’arte, dalla coppia di Rovato, attraverso la frequentazione e la conoscenza diretta di artisti di mezzo mondo. Qualche nome su tutti: Hans Richter, Piero Dorazio, Alberto Burri, Sonia Delaunay, Bruno Munari, Robert Indiana.
Il progetto museale prevede poi un respiro più ampio; oltre a mostre temporanee, si ragiona di una libreria, una biblioteca specializzata con cataloghi e pubblicazioni degli artisti presenti, un archivio per la conservazione dei materiali più delicati e una sala multimediale, «luogo di raccordo – chiosa Bonetti – tra le diverse sezioni del museo e punto di accesso a contenuti video e di approfondimento».
Il contesto
Il tutto in ideale collegamento con la Cittadella della Cultura, in completamento a circa un chilometro di distanza, lungo corso Bonomelli. Qui l’apertura è prevista entro la fine della primavera, con il museo curato dalla scuola Ricchino, l’archivio storico cittadino, sale studio, una caffetteria e una nuova piazza, affacciata sull’antica «Strada larga» della cittadina.
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