Cronaca

Truffa da mezzo milione a un’anziana: base operativa sul Garda

Raggirata una signora di Modena, il gruppo usava petardi e targhe clonate. Bloccati dalla Squadra Mobile, sono stati arrestati tutti e tre
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Nel mirino dei ladri è finita un'anziana
Nel mirino dei ladri è finita un'anziana

Avevano una base operativa in un box di via Calabresi a Desenzano i tre truffatori che, giovedì mattina, hanno messo a segno una truffa da mezzo milione di euro di danni di un’anziana di Sassuolo, in provincia di Modena, e che con tutta probabilità avevano già colpito anche nell’entroterra gardesano.

La Squadra Mobile della questura di Brescia infatti li ha bloccati con ancora la refurtiva addosso e per tutti è scattato l’arresto che è stato poi convalidato. Per loro è scattata la custodia cautelare in carcere.

Il raggiro

La banda giovedì mattina ha raggiunto la provincia di Modena e in due, spacciandosi per addetti comunali, hanno suonato ad una donna anziana spiegandole di dover effettuare dei controlli sull’impianto idrico per il rischio che ci fossero dei guasti e quindi delle contaminazioni di gas metano.

La Mobile ha ricostruito che mentre uno dei due simulava alcune manovre sul contatore dell’acqua l’altro scoppiava un petardo e spruzzava dello spray urticante nell’appartamento, convincendo l’anziana ad uscire immediatamente facendole credere che potesse esserci uno scoppio. In quei pochi minuti dentro la casa i ladri sono riusciti a mettere le mani su denaro in contanti, una collezione di orologi pregiati e anche su alcuni diamanti, beni per un valore stimato di circa 500mila euro.

Le indagini

Non sapevano che sulle loro tracce, da tempo, si erano messi gli agenti della Squadra Mobile della questura che avevano individuato il loro covo e capito che, quando partivano di buon mattino, era per mettere a segno una truffa. Quando giovedì sono rientrati li hanno bloccati e perquisiti e nell’auto gli hanno trovato la refurtiva appena trafugata.

Gli accertamenti avevano già evidenziato che il gruppo, formato da pregiudicati con alle spalle precedenti specifici, si trovava a Desenzano la domenica sera e che, modificando le targhe di una veloce Mercedes Amg per far perdere le proprie tracce, metteva a segno colpi in tutto il nord Italia.

Per il caso di Sassuolo, dato l’uso dello spray e del petardo, al gruppo viene anche contestata la rapina. In carcere sono così finiti Eros Riviera, 36enne di origini piemontesi ma residente in Liguria, Luciano Torre, 36enne veneto residente a Reggio Emilia e Vittorio Oberto di 44 anni, residente a Desenzano che forniva la base logistica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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