Cronaca

La riforma del Tpl è legge: la Regione stanzia 200 milioni di euro

Decisa anche l’uscita dalle Agenzie del trasporto pubblico locale. Previsti investimenti sul fronte della sicurezza, a partire dalle bodycam al personale
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Tpl regionale, la riforma è legge
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La riforma del trasporto pubblico locale è legge: il Consiglio regionale ha approvato ieri (45 voti a favore, 21 contrari) la «Revisione della legge regionale 4 aprile 2012, n. 6 (Disciplina del Settore dei Trasporti». L’obiettivo è quello di rafforzare la governance del Tpl, promuovere innovazione, integrazione e sostenibilità a favore dei cittadini e dei territori e introdurre norme di tutela del personale nei passaggi di gestione e strumenti premiali e sanzionatori per garantire qualità e rispetto delle regole.

Regia regionale

«Questa riforma – ha sottolineato il relatore Marco Bestetti (FdI) – segna il passaggio da un sistema frammentato a un modello di mobilità integrata dove la Regione riprende la sua funzione naturale di regia strategica. La scelta della Regione di uscire dalle Agenzie del Tpl non rappresenta affatto un depotenziamento, ma una mossa politica precisa per rafforzare le funzioni di programmazione e controllo in capo all'ente regionale. Nelle agenzie, la Regione aveva appena il 10%. Con una regia regionale, potremo emettere direttive vincolanti per garantire standard omogenei di qualità e tecnologia: chi gestisce il servizio pubblico dovrà garantire parametri precisi a favore dei cittadini, assicurando trasparenza ed efficienza su tutto il territorio regionale attraverso un piano industriale da 200 milioni».

Il documento

La legge stanzia 105,9 milioni tra il 2026 e il 2029 per la riqualificazione delle fermate e dei nodi di interscambio. «L’obiettivo – spiega Bestetti – è trasformare le aree di attesa in spazi sicuri e funzionali. A questo si aggiungono 19,55 milioni per la bigliettazione digitale e 8 milioni per l’informazione all’utenza, oltre a 67,8 milioni per i servizi integrativi ferro-gomma che garantiranno collegamenti certi anche dove il treno non arriva».

La legge considera i servizi ferroviari inseriti in un più ampio quadro che comprende anche bus, navigazione e impianti fissi: è, infatti, istituito un sistema unico di raccolta dati di bigliettazione elettronica che consentirà alla Regione di monitorare la domanda di mobilità, migliorare la ripartizione degli introiti e favorire una piena integrazione tariffaria digitale e un'armonizzazione tariffaria transfrontaliera.

Il Comitato

È prevista, inoltre, una riorganizzazione delle competenze tra Regione, Province, Comuni e Agenzie del Tpl, con il rafforzamento della funzione di indirizzo in carico a Regione Lombardia e il potenziamento e lo sviluppo del ruolo operativo delle Agenzie territoriali.

La normativa stabilisce che le Agenzie per il Tpl non siano più partecipate dalla Regione, con conseguente rideterminazione delle quote di partecipazione degli altri enti da parte della Giunta regionale. Nasce il Comitato regionale del trasporto pubblico, ambito di coordinamento e confronto tra i diversi bacini, con la presenza di una rappresentanza delle aziende di trasporti e dei lavoratori. Specifiche norme riguardano i servizi Taxi (conferma della Commissione consultiva fino all’adeguamento annuale obbligatorio delle tariffe per i tassisti), mentre per i servizi Ncc (noleggio con conducente) è previsto che il contingentamento delle autorizzazioni venga programmato dalla Regione.

Sicurezza

Capitolo sicurezza: viene istituito un Tavolo permanente per la sicurezza nel trasporto pubblico regionale e locale con funzioni di consultazione, coordinamento e proposta in materia di sicurezza dei passeggeri e del personale e di prevenzione e constato di episodi di violenza e vandalismo e introduce la sperimentazione del modello operativo FS Security, che prevede la dotazione di bodycam al personale, nelle stazioni e sulle tratte ferroviarie regionali a rischio. Importanti novità anche per la gestione del demanio lacuale e della navigazione, con l’introduzione dell’obbligo di gestione associata delle funzioni attraverso le Autorità di bacino.

Ci sono poi 5 milioni annui messi sul piatto per finanziare i servizi nelle zone svantaggiate e promuovendo una pianificazione di bacino vallivo attraverso le Comunità Montane.

Tra gli emendamenti approvati anche l’introduzione della clausola sociale e la destinazione del 2% degli utili alle Agenzie Tpl per nuovi investimenti sul personale. «Questa riforma – ha sottolineato l’assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile Franco Lucente – arriva dopo un lavoro di oltre 1 anno e mezzo per consegnare alla Lombardia una legge moderna e al passo con le nuove sfide del trasporto pubblico. La modifica della legge consentirà una gestione più ragionata dei finanziamenti e un maggior peso specifico della Regione».

Le reazioni dei bresciani

Un plauso alla riforma è giunto dal consigliere Floriano Massardi (Lega), convinto di come «la nuova norma migliorerà la programmazione del servizio, riservando grande importanza al tema della sicurezza».

Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) si è detto soddisfatto per l’approvazione di un ordine del giorno in cui si chiede «di affrontare in modo sistematico e trasparente il problema del sovraffollamento sui treni regionali, a partire dalle tratte più frequentate. Il sovraffollamento incide sulla qualità del servizio e lo rende meno attrattivo».

Giudizio negativo è stato espresso in aula di consiglieri di opposizione, tra cui Emilio Del Bono (Pd), che hanno parlato di «un’occasione persa: la ritirata strategica di Regione Lombardia dalle Agenzie Tpl dimostra l'incapacità di gestire in modo efficace il sistema del trasporto pubblico locale e genera confusione».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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